Nasce “Radio Nimèl” in diretta facebook da stasera tutti i giovedì
“E se facessimo una radio tutta in dialetto?”. Viene da qui l’idea che ha portato alla nascita di Radio Nimèl. Ad escogitarla Armando Bolivar, nome d’arte del reggiano Fausto Ferraboschi. Bolivar è conosciuto soprattutto per le sue canzoni in dialetto: “Nustran & a la man” e “Salvadeg” sono i suoi ultimi album. Di recente ha preso parte al film “Moschettieri del re-La penultima missione” di Giovanni Veronesi.
«Il dialetto è la mia lingua, anzi la nostra lingua – spiega Bolivar – ho sempre scritto canzoni in dialetto, così ho pensato di fare una radio che le trasmettesse». Prima è venuta la pagina facebook, a fine 2016, che proponeva alcuni grandi classici dialettali con i video delle canzoni di Dino Sarti, Andrea Mingardi, Pierangelo Bertoli. «Nell’arco di due mesi aveva già 10mila iscritti. C’era molto entusiasmo e qualcuno cominciava a chiedere su che frequenza avremmo trasmesso». E così sono arrivati gli amici di Live is Life Network, web radio condotta da Daniele Rontani e il regista Alessandro Mercury, che hanno deciso di ospitare nel loro studio anche Radio Nimèl. Radio Nimèl andrà in onda(da stasera) tutti i giovedì sera alle 21 in diretta facebook: per ascoltarla (e vederla) sarà sufficiente connettersi al social network e seguire la pagina “Radio Nimèl” o quella di “Live is Life Network”».
A condurre il programma con il cantautore reggiano ci saranno Lele Taddei, autore delle vignette in dialetto sulla sua pagina “Abusiv”, il Conte, alias Luca Valcavi, e il Borko, ovvero Claudio Borchini. «Faremo soprattutto musica dal vivo ma lasceremo anche spazio all’improvvisazione: il bello delle dirette facebook è proprio la partecipazione della gente». E poi tanti ospiti: amici, scrittori e amanti del dialetto, come Willer Collura, vincitore del programma “La sai l’ultima?” di Canale 5, o Gianpaolo Cantoni, famoso per le sue barzellette in dialetto parmigiano. «Daremo spazio al dialetto emiliano nelle sue tante varianti, anche se quello reggiano prevarrà. Ma non siamo integralisti: si parlerà anche in italiano… Sarà una bella avventura, noi ci mettiamo il cuore. Sicuramente il nome funziona: anche se nella Bassa lo chiamano “gugiöl” e a Parma “gozén”, tutti capiscono: il “nimèl” è internazionale». —
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