Da Babbo Natale di Montebabbio a cantante nell’unico videoclip di Guccini
Palmiro Beneventi da Montebabbio è uno dei protagonisti dell’iniziativa musicale dedicata al cantautore modenese nel corso del festival Imaginaction di Ravenna
CASTELLARANO. Nessuna canzone di Francesco Guccini ha mai avuto un videoclip ufficiale, ma ora la celeberrima “L’avvelenata” (scritta 43 anni fa) ne ha finalmente uno diretto da Stefano Salvati nel quale, unico reggiano, compare (e canta) Palmiro Beneventi da Montebabbio, da quindici anni Babbo Natale a tempo pieno. Le sue renne sono entrate nel mito e ora rischia di fare il suo ingresso in un’altra leggenda grazie a questa sua partecipazione straordinaria.
Il videoclip è stato presentato a Ravenna nel corso del festival Imaginaction all’interno del quale, ogni anno, viene mostrato per l’appunto il videoclip del ciclo “Capolavori immaginati” e quest’anno è toccato a Francesco Guccini che, salito sul palco accompagnato dal giornalista Paolo Giordano, ha ricordato tra l’altro la sua passione per la scrittura e gli inizi alla Gazzetta di Modena come giornalista.
Un intervento di un’ora pieno di aneddoti che ha conquistato completamente il pubblico.
Palmiro, come nasce questa nuova avventura?
«Ho partecipato ai provini per curiosità ma soprattutto in nome della mia amicizia di lunga data con Francesco Guccini. Io per tanto tempo ho abitato a Carpi e Francesco era particolarmente affezionato a Carpi per questioni familiari: abbiamo quindi avuto modo di incontrarci spesso. Inoltre io ho lavorato all’interno dell’Arci per tantissimo tempo così come sono stato uno delle anime di Radio Bruno... quindi con la musica e i musicisti ho una certa confidenza».
E i provini sono andati subito bene?
«In realtà sono andato avanti e indietro tra Montebabbio e Ravenna un sacco di volte... è stato piuttosto stancante. Mi avevano anche scelto per un videoclip di Renato Zero ma a me interessava solo partecipare al videoclip di Guccini. Per amicizia, non per altro».
Alla fine però è stato scelto.
«All’inizio eravamo in seicento e alla fine, per prendere parte alla registrazione dell’Avvelenata, siamo stati presi in duecento. È stata davvero una grande soddisfazione anche perché non riuscivo mai a raggiungere la tonalità giusta, e invece inaspettatamente ho saputo che ci sarei stato anche io nell’omaggio a Guccini. L’ho saputo la sera stessa della presentazione ed è stata un’emozione difficile da descrivere... Poi è stato bellissimo, finito il festival, incontrare Francesco e parlare con lui».
E ora tornerà a vestire i panni di Babbo Natale? Ormai ci siamo...
«Assolutamente sì. Tra l’altro il regista del videoclip è rimasto talmente colpito dalla mia particolare attività che porterà a Montebabbio i suoi figli. Da cosa nasce cosa».
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