Gazzetta di Reggio

arte in centro storico 

Alla galleria Novecento “l’alfabeto pittorico” dagli anni ’60 fino a oggi

Alla galleria Novecento “l’alfabeto pittorico” dagli anni ’60 fino a oggi

L’esposizione sarà visitabile in centro storico da mercoledì Scelte opere di artisti quali Jean Fautrier e Marco Gastini

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reggio emilia. La galleria d’arte “2000 & Novecento” di Reggio Emilia (via Sessi, 1/F) inaugura, mercoledì fino al 30 gennaio, la mostra “Alfabeti pittorici. Opere scelte dagli anni ’60 ad oggi”, una collettiva che permette di documentare attraverso lo sguardo attento del collezionista la complessa vicenda artistica passata e recente avvalendosi di alfabeti, linguaggi e modalità prettamente estetiche e di forte impatto emotivo.

A partire da una base comune (che funziona quasi come un primitivo dna), materiali, colori, segni grafici e alfabeti si caratterizzano in tantissime varianti grazie alla creatività dei diversi artisti presentati in questa mostra, come Jean Fautrier, Marco Gastini e Giorgio Milani.

Nei lavori di Jean Fautrier (1898-1964), uno tra i principali “interpreti dell’informale” – in esposizione è stato scelto di presentare un dipinto del 1957 – non si ritrovano figure, storie, composizioni geometriche o vivaci soluzioni cromatiche ma, protagonista dell’opera, diventa la materia, vitale e di grande energia evocativa.

La storia di Marco Gastini (1938-2018) – come quella di altri artisti presenti in questa mostra – è invece davvero infinita e ricca di esperienze importanti che hanno attraversato l’arte italiana e contemporanea. La sua opera s’interseca con pittura, scultura, materiali. La sapienza di Gastini è nel far sì che l’opera si dipani nello spazio e ne reinventi le tensioni che sottendono al volume architettonico, per cui la pittura che si tesse al suo interno non potrà che creare forti emozioni.

Giorgio Milani infine, artista che ha fatto della scrittura, del segno e dell’alfabeto il centro della sua ricerca, nonché una vera e propria identità artistica, è presente con due “Sindoni di Gutenberg”. Tecnicamente sono grandi teli di lino che, una volta posati su un poetario (realizzato con 1867 fregi, cliché e caratteri tipografici di legno che simboleggiano il vasto patrimonio culturale dell’antico Occidente), vengono lavorati a spatola con un impasto di cera e colore ad olio. In queste opere l’immagine delle lettere si rivela in negativo: emergono acrome mentre ombre di colore tracciano le intercapedini.

In esposizione vi sono poi anche opere di Giorgio Griffa, Herbert Hamak, Nunzio e Angelo Savelli. La collettiva sarà visitabile tutti i giorni a ingresso libero dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30, anche domenica e i festivi. Per informazioni telefonare allo 0522/580143 o scrivere a info@duemilanovecento.it. —

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