Il tenore Armiliato in concerto al Core «Obiettivo portare messaggi positivi»
Oggi alle 17.30 l’artista inaugura la rassegna “Donatori di Musica” insieme all’arpista Davide Burani
Costituisce una rarità un duo voce ed arpa, soprattutto se solo maschile. Anche per questo motivo il concerto che offrono oggi pomeriggio il tenore Fabio Armiliato e l’arpista Davide Burani per Donatori di Musica (al Core, terzo piano di oncologia, ore 17.30) costituisce una rarità.
«Spesso pensiamo all’arpa in duo ma abbinata alla voce femminile dal timbro più angelico» ci dice Armiliato, entusiasta di questo programma/progetto che ha titolato “Sogno”. «Il programma – prosegue il tenore – parte dal ‘500 per arrivare a Tosti, Puccini ma comprende anche Arie da Salotto di Tosti, Arie d’opera e un’Ave Maria da me composta che piaceva molto a mia moglie Daniela. La insegnava anche alle sue allieve: tengo molto a questo brano».
L’evento che inaugura la rassegna “Donatori di Musica” composta da un appuntamento al mese fino a giugno, è organizzato da Lorella Del Rio in collaborazione con la Fondazione Daniela Dessì che Fabio Armiliato ha fondato con lo scopo principale di favorire ed incrementare l’istruzione, l'informazione, la diffusione di notizie e l'attività di coloro che desiderano dedicarsi ad attività di ricerca, promuovendo e sviluppando anche indirettamente, ogni iniziativa intesa ad approfondire e incrementare la prevenzione delle malattie oncologiche con particolare attenzione a quelle del colon.
«Il programma – prosegue Armiliato – lo abbiamo sperimentato a Sassuolo l’anno scorso dopo che ci eravamo conosciuti durante l’opera I Pagliacci che avevo cantato a Colorno. Quando mi hanno invitato per questo concerto ho accettato con entusiasmo poiché la finalità di questi concerti e alcuni intendimenti che porto avanti con la Fondazione intitolata a mia moglie, sono i medesimi. Ho sempre pensato di portare qualche messaggio positivo proprio con la musica che come una medicina ha la capacita di sollevare gli animi, fa stare meglio. Poi bisogna portarla ovunque la nostra musica che tutti ci invidiano. Noi artisti abbiamo l’obbligo morale di diffondere il nostro repertorio apprezzato da tutti».
Armiliato nell’affrontare questo repertorio pensa a Beniamino Gigli, interprete che ha sempre ammirato: «Ancora mi incanta il suo colore della voce. Mi stimola molto dedicarmi a generi cameristici che richiedono una cura e un controllo della voce assoluti: sono i pezzi che lo richiedono ma anche l’arpa, strumento così delicato che Davide suona a meraviglia». —
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