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Il club che “vive” i libri entra nelle scuole e con Degustibook la letteratura si mangia

Chiara Cabassa
Il club che “vive” i libri entra nelle scuole e con Degustibook la letteratura si mangia

Luisa Reato, presidente dell’associazione, è soddisfatta «Abbiamo iniziato con il D’Arzo: esperimento riuscito» 

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MONTECCHIO. Presente Degustibook? È il “club del libro” (ma la definizione non rende giustizia alla originalità del progetto) fondato nel 2005 da Luisa Reato che, dopo avere vissuto a lungo negli Stati Uniti e avere condiviso il classico book club non ha potuto fare a meno, una volta tornata in Italia, di riproporre l’esperienza con una formula decisamente vincente. Non solo “Degustibook” è negli anni raddoppiato (ora i club sono due) ma, grazie all’energia contagiosa di Luisa Reato, è riuscito a invadere gioiosamente spazi come Case di riposo e luoghi di cura. E la scorsa settimana è sbarcato per la prima volta in una scuola, l’Istituto comprensivo D’Arzo di Montecchio. Protagonisti, oltre agli studenti, la presidente di Degustibook Luisa Reato accompagnata da altre socie-lettrici, le insegnanti che hanno abbracciato con entusiasmo il progetto e naturalmente la scrittrice: in questo caso Benedetta Bonfiglioli con il suo libro “In attesa di un sole”. Il successo, come ci conferma soddisfatta Luisa Reato, ancora una volta non è mancato.

Quando avete deciso di invadere anche le scuole?

«L’idea di proporre un percorso con l’associazione Degustibook è nata per iniziativa della professoressa Elisabetta Bonilauri che fa parte del gruppo letterario ed è docente di matematica al D’Arzo. L’iniziativa è stata accolta come un’opportunità per gli studenti dell’istituto e si è così deciso di organizzare una mattinata nella sede della scuola riproponendo il format di Degustibok».

In Italia si legge sempre meno. I ragazzi leggono troppo poco. Questo secondo le statistiche. Cosa può fare la scuola e cosa può fare una realtà entusiasta ed entusiasmante come la vostra?

«Che i ragazzi leggano sempre meno non è del tutto vero, in ogni caso alla scuola e comunque agli adulti resta il compito di mantenere un atteggiamento positivo. La professoressa Bonilauri crede che la condivisione degli interessi, delle passioni, della lettura, rappresenti il senso e il valore aggiunto di ciò che si va nella vita e nel lavoro: comunicare questo atteggiamento ai ragazzi può diventare la spinta per avvicinarsi alla lettura. Condividere la passione per la lettura e la convivialità è la ragione che l’ha condotta a presentare il progetto Degustibook al D’Arzo».

Dopo questo primo incontro “scolastico”, che impressione avete avuto?

«L’impressione è stata positiva, anche da parte dei docenti. Il romanzo, per una volta, non è stato oggetto di analisi, verifiche, interrogazioni. Si è trattato di stabilire un rapporto emozionale ed emozionante con le pagine proposte del romanzo: forse è proprio questa la modalità più corretta per fare appassionare i ragazzi alla lettura. Le domande degli studenti sono state le più diverse: hanno riguardato i protagonisti del romanzo, la modalità del lavoro della scrittrice, le tematiche emerse dalla lettura dell’opera come il razzismo, l’affermazione del sè ma anche gli aspetti pratici del lavoro della scrittrice. Un’esperienza sicuramente da ripetere».

Intanto Degustibook va avanti...

«Per rendere vivo il libro, bisogna creare molte attività che gli girano attorno. Ecco perché noi del Degustibook organizziamo ogni stagione nuovi progetti. A volte ci rendiamo conto che il libro diventa un pretesto per viaggiare, guardare film, andate a teatro, degustare vini e gustosi manicatetti. Viviamo il libro a 360 gradi. Considerato il successo del corso di conoscenza sul vino che abbiamo organizzato recentemente, un progetto a cui sto lavorando è un mini corso in più serate sul mondo del te: splendido il connubio letterario te e letteratura».

Ma non vi fermate mai?

«Assolutamente no. Per esempio inseguo un progetto per imparare a leggere più consapevolmente: con alcuni editori sto organizzando seminari su come analizzare il libro da commentare in compagnia».

E i “Racconti in pillole” come procedono?

«Si è arricchito di nuovi volontari quest’anno grazie soprattutto alla Gazzetta che ci ha aiutato nella ricerca di lettori volontari pubblicando il nostro appello. Il progetto di volontariato è d’altra parte il nostro fiore all’occhiello: leggere per esempio a voce alta agli anziani ricoverati nelle Case di cura arricchisce noie loro».

Il fiore all’occhiello, per Degustibook, resta comunque l’invito degli autori nelle vostre case.

«L’invito degli scrittori a casa nostra è una costante che li diverte e li stupisce anche perché una volta arrivati si trovano davanti a splendidi buffet in un clima di intimità e rilassatezza che li mette a loro agio... Presto avremo come ospiti Benedetta Bonfiglioli, Tea Ranno e Simona Lo Jacono». —


 

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