Esce oggi “D.O.C.” ultimo disco d’inediti di Zucchero: «Parlo di cose molto intime»
L’album è stato registrato tra Los Angeles e San Francisco «In ogni brano c’è anche un leggero inizio di redenzione»
REGGIO EMILIA. Anticipato dal primo singolo «Freedom», oggi esce in tutto il mondo «D.O.C.» (Polydor/Universal Music), l’atteso nuovo disco di inediti di Zucchero “Sugar” Fornaciari. Reggiano “doc”, per l’appunto, e tra gli artisti italiani più amati e apprezzati nel mondo con oltre 60 milioni di dischi venduti, Zucchero torna a distanza di 3 anni e mezzo dal precedente «Black Cat», con un nuovo e sorprendente disco a «denominazione d’origine controllata», autentico, genuino e di qualità, composto da 11 brani e 3 bonus track. L’album è disponibile in 3 versioni: Cd, doppio vinile e in una versione doppio vinile speciale color arancio (edizione limitata in esclusiva per Amazon).
Collaborazioni
Prodotto da Don Was e Zucchero con Max Marcolini, «D.O.C.» è stato «concepito» dall’artista a Pontremoli nella sua Lunisiana Soul e registrato tra Los Angeles e San Francisco. Autore di quasi tutti i brani, Zucchero per la scrittura di alcune tracce dell’album ha collaborato con Francesco De Gregori («Tempo al Tempo»), Davide Van De Sfroos («Testa o Croce»), Pasquale Panella e Daniel Vuletic («La canzone che se ne va»), Rory Graham (noto come Rag’n’Bone Man), Steve Robson e Martin Brammer («Freedom»), F. Anthony White (noto come Eg White) e Mo Jamil Adeniran («Vittime del Cool») e l’artista scandinava Frida Sundemo («Cose che già sai»).
IL TOUR
Da aprile 2020 «D.O.C.» verrà presentato live in tutto il mondo partendo dall’Australia per arrivare nel nostro paese il prossimo settembre all’Arena di Verona, luogo definito da Zucchero come «uno dei più bei posti al mondo per fare musica», per le uniche date italiane del tour mondiale, che sono dodici. Due nuove date sono state fissate nella splendida cornice dell’anfiteatro veronese, il 24 settembre e l’1 ottobre (biglietti disponibili in prevendita dal ieri sul sito di TicketOne e dalle 11 di giovedì 14 novembre nei punti vendita abituali). Il tour di Zucchero tocherà Regno Unito, Austria, Slovenia, Lussemburgo, Francia, Belgio, Germania, Paesi Bassi e Svizzera dove, a Zurigo, si concluderà il 5 dicembre.
Tempi sospesi
«Vivo come tutti i tempi che viviamo – ha raccontato Zucchero – e prima di decidere il titolo dell'album ci ho pensato molto. Avevo anche pensato a qualcosa che rispecchiasse questi tempi sospesi o sospettosi. Poi, parlando con i contadini della mia fattoria, ho pensato a qualcosa che rappresentasse il mio modo di fare le cose in modo genuino. Viviamo in una pentola in ebollizione che speriamo non scoppi e sono preoccupato come lo sono in tanti. Per fortuna al momento non abbiamo politici con un grande carisma, perché se ne arrivasse uno...».
C'è tanto del mondo più intimo di Zucchero in questo album, anche oltre al racconto prettamente terreno di un bluesman tutto italiano anche nel suo essere internazionale. «Ero quasi geloso dell'uscita di questo album – ha confessato Zucchero – perché parlo di cose molto personali, anche di fede a modo mio, ma non per forza in un Dio cristiano. Per un ateo convinto come me è comunque qualcosa di particolare, una sorta di redenzione. Ricordo di essere stato colpito da mio padre che, vicino alla fine, dopo aver sempre rifiutato anche la benedizione di casa a Natale, si è fatto il segno della croce davanti al prete con gli occhi umidi».
Zucchero sulle note di “Don't Let It Be Gone” racconta il mondo che si vede sfilare attorno, ma lo fa a modo suo. «Sul palco non parlo di politica – ha spiegato lui – ma trasmetto vibrazioni». —
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