Gazzetta di Reggio

Storia dell’arte 

Elio e Raffaella Monducci: il Fondo diventa pubblico e consultabile alla Panizzi

Luigi Vinceti
Elio e Raffaella Monducci: il Fondo diventa pubblico e consultabile alla Panizzi

Reggio Emilia: del tesoro fanno parte  189 opere comprendenti 231 libri rari e di pregio, oltre allo schedario di lavoro dello studioso reggiano

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REGGIO EMILIA. Un nuovo tesoro è venuto ad arricchire il patrimonio artistico-culturale della Biblioteca Panizzi: è la raccolta del Fondo Elio e Raffaella Monducci. Complessivamente sono 189 opere comprendenti 231 libri rari e di pregio oltre allo schedario di lavoro composto dallo studioso durante la sua vita di ricercatore della storia e dell’arte reggiana. Un autentico patrimonio che è diventato pubblico grazie all’impegno della Fondazione Manodori che lo ha acquisito nella consapevolezza del suo eccezionale valore garantendone l’integrità e l’uso pubblico. Tutte queste opere saranno infatti presto consultabili in via Farini.

Ieri mattina la presentazione del prezioso tassello di memorie che si deve all’impegno ed alla competenza di Elio Monducci, nato nel 1921 e morto nel 2012. La raccolta è articolata in tre sezioni. Nella prima ci sono opere realizzate dal Quattrocento all’Ottocento da stampatori reggiani fra le quali spiccano tre rari incunaboli pubblicati da Francesco Mazzali. Nella seconda compaiono, fra le rare edizioni di pregio, ben dieci libri del 1521 sul De architectura di Vitruvio con incisioni tratte da disegni di Cesare Cesariano,artista al quale Monducci ha dedicato molti studi. La terza è infine dedicata alla letteratura cavalleresca con opere riferite a Ludovico Ariosto, Matteo Maria Boiardo e Alessandro Tassoni con edizioni dell’Orlando innamorato e del Furioso, dal XVI al XIX secolo e della Secchia Rapita dalle prime edizioni parigine e veneziane del Seicento fino ad interessanti edizioni del primo Novecento. Entro fine anno tutti potranno vedere direttamente queste autentiche meraviglie.

Palese la soddisfazione con cui è stata annunciata la conclusione dell’operazione di recupero da parte di Annalisa Rabitti, assessore alla Cultura del Comune di Reggio, di Mariachiara Visconti consigliere della Fondazione Manodori (presente anche il past presidente Gianni Borghi che si è speso in questa direzione), del direttore della Panizzi Giordano Gasparini e di Roberto Marcuccio responsabile della sezione manoscritti e libri a stampa antica.

Corali le annotazioni sui meriti di Elio Monducci che ha salvato e tramandato così tanti tesori. È quindi affiorata la sua figura di reggiano purosangue, nato a San Prospero Strinati da una famiglia di maestri elementari, diplomato ragioniere poi laureato in Economia e Commercio. A 23 anni si era sposato con Raffaella Romagnoli dalla quale ha avuto due figli. Per 30 anni ha lavorato come commercialista prima di diventare consigliere, poi vice e infine presidente del Banco San Geminiano e San Prospero. A metà degli anni Novanta si era impegnato anche nello sport rilevando, con una cordata di imprenditori, la Pallacanestro Reggiana di cui fu presidente sino alle semifinali scudetto dal 97-98. Dunque un personaggio di spicco per la nostra comunità che ha saputo unire a così tanti e diversi impegni la passione per l’arte. In questo modo ha saputo scoprire, spiegare con competenza e pazienza certosina i dettagli di chiese e palazzi reggiani, la loro storia, i loro segreti. —


 

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