«Il teatro dei ragazzi nell’era di internet fa ancora sognare quando è di qualità»
Linda Eroli (Associazione 5T) snocciola numeri da capogiro «Nel 2018 abbiamo registrato oltre 23mila spettatori»
Nell'era di internet e dei nativi digitali, il teatro continua ad appassionare e a far sognare i più piccoli. Sul nostro territorio le stagioni teatrali per i bambini e i ragazzi sono attività radicate e in costante crescita, attività che vedono tessersi una rete di collaborazioni su buona parte del territorio. L’Associazione Culturale 5T organizza da oltre 20 anni stagioni per i più piccoli con spettacoli di compagnie pluripremiate. Nel 2018 ha registrato oltre 23mila spettatori, solo nella programmazione 0-14 anni. «Numeri che ci riempiono di soddisfazione» afferma Linda Eroli di 5T. E anche quest’anno i numeri si annunciano da capogiro.
Per chi ancora non vi conosce, di cosa si occupa l’associazione 5T?
«Ci occupiamo da più di vent’anni di progettazione e di diffusione dei linguaggi del teatro per bambini e ragazzi collaborando con i Comuni della provincia e con le realtà del territorio per la realizzazione di rassegne e spettacoli dedicati a scuole e famiglie. Il nostro lavoro si caratterizza come un vero e proprio servizio culturale per la comunità ed è nato in una provincia dove storicamente parlare di cultura per l’infanzia ha sempre significato parlare di cultura alta».
Quanti sono gli spettacoli, in media, che organizzate ogni anno?
«La scorsa stagione abbiamo realizzato più di 100 spettacoli ai quali si devono aggiungere incontri, letture, progetti formativi con il coinvolgimento di 14 comuni».
Venendo alle proposte per le scuole, cosa bolle in pentola?
«In questi giorni abbiamo aperto le prenotazioni per gli spettacoli che vengono realizzati in rete tra Cavriago, Bibbiano, Sant’Ilario e Cadelbosco, in stretta collaborazione con le scuole del territorio e chi gestisce gli spazi culturali nei Comuni. In calendario erano previste 36 rappresentazioni ma, per soddisfare le richieste delle scuole, le repliche sono rapidamente cresciute diventando 43 e non abbiamo finito. Questo grazie ai nostri partner disponibili a investire sulla scuola. La progettazione per le scuole ci è molto cara perché è un’occasione per portare a teatro tutti, nessuno escluso».
Dunque il teatro è ancora in grado, nella nostra epoca, di catturare l'attenzione dei più piccoli e di farli sognare?
«Il teatro è un’esperienza artistica unica che si svolge di fronte a te in modo irripetibile. Quando il teatro è realizzato a regola d’arte, di qualità, la connessione col pubblico è forte e viva, muove emozioni, immaginazione, fa nascere curiosità e domande… e poi è in 3D».
L’eccellenza passa dunque dalla selezione accurata delle proposte.
«Scegliamo gli spettacoli uno ad uno, sia per le scuole che per le famiglie, andandoli a vedere, parlando con le compagnie, i teatri e il pubblico. La passione per la programmazione non si è mai trasformata in routine. Questa ricerca minuziosa fa in modo che nella programmazione ci siano grandi compagnie note, ma anche giovani realtà emergenti».
Quando inizia la stagione e quando finisce?
«La stagione per le scuole va da gennaio ad aprile. Per le domenicali abbiamo iniziato ad ottobre e si prosegue fino a marzo nei teatri di Cavriago e Sant’Ilario».
I partner sono, diceva, essenziali.
«In teatri non particolarmente grandi come quelli dove programmiamo, la realizzazione degli spettacoli è un investimento che richiede la volontà dei gestori e delle amministrazioni. È molto bello aver trovato in questi anni chi ha creduto insieme a noi nel valore di questa progettazione». —
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