Viaggio dalla preistoria alla contemporaneità per interpretare Decorazioni e Ornamenti
“What a wonderful world” apre domani al pubblico con opere provenienti da collezioni private e musei internazionali
Quanto è stato ed è importante l’Ornamento nella nostra quotidianità? Lo si potrà scoprire a Palazzo Magnani e ai Chiostri di San Pietro da domani all’8 marzo 2020, in una mostra curata da Claudio Franzoni e Pierluca Nardoni, “What a wonderful world”, che attraversa antichità, medioevo, modernità e contemporaneità grazie a capolavori provenienti da importanti collezioni europee.
Il viaggio
La mostra come un viaggio. Un avvincente e inedito viaggio attraverso i secoli, per comprendere quanto la Decorazione e l’Ornamento siano una parte fondamentale nella vita umana e nella natura. L’Ornamento dunque visto non come semplice e superficiale abbellimento, ma come strumento di comunicazione, come fenomeno che pervade la nostra quotidianità, ricco di significati sottesi, di natura filosofica, sociologica e antropologica. Oltre ad alcuni pezzi della preistoria, la mostra attraversa più di 2000 anni di storia dell’arte, con opere di autori quali Albrecht Durer, Leonardo da Vinci, Giovan Battista Piranesi, William Morris, Koloman Moser, Maurits Cornelis Escher, Pablo Picasso, Henri Matisse, Giacomo Balla, Andy Warhol, Keith Haring, Peter Halley, Shirin Neshat. Il progetto è frutto di un lavoro messo in campo dal Comitato Scientifico della Fondazione Palazzo Magnani, presieduto da Marzia Faietti e composto da Gerhard Wolf, Vanni Codeluppi, Marina Dacci e Walter Guadagnini. Opere internazionali. L’esposizione – promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani in collaborazione con Comune, Regione e Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – ripercorre alcune delle numerose declinazioni in cui si esplica l’azione ornamentale attraverso oltre 200 opere provenienti da collezioni private e da istituzioni museali nazionali e internazionali tra cui il Victoria&Albert Museum di Londra, il Museo Ermitage di San Pietroburgo, Le Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.
Il percorso
La rassegna propone diverse sezioni. La prima si inoltra nel mondo naturale; la seconda si concentra sulla pratica dell’uomo di adornare il proprio corpo; una sala è dedicata all’Ars Canusina, inventata e condotta dalla psichiatra reggiana Maria Bertolani Del Rio, all’interno del manicomio San Lazzaro; una sezione segue l’evoluzione del motivo ornamentale vegetale nei secoli e nelle varie culture; l’esposizione prosegue con una serie di sale che contestualizzano l’attuale visione dell’ornamento. Chiude idealmente il percorso un approfondimento nel campo della musica. La parte contemporanea si può ammirare ai Chiostri di San Pietro. “What a wonderful world” offre l’occasione di conoscere lo straordinario patrimonio di opere e testimonianze conservate nel nostro territorio:importanti prestiti provengono dai Musei Civici, dalla Panizzi, dal Museo Diocesano, dall’Archivio ex Ospedale Psichiatrico San Lazzaro, dalla Collezione Maramotti, dalla Collezione Credem di Reggio e da altre istituzioni del territorio tra Parma, Piacenza, Modena e Bologna. Alla conferenza stampa, cui è seguito un giro-mostra esclusivo guidato dai curatori, hanno partecipato il sindaco Luca Vecchi, l’assessore alla Cultura Annalisa Rabitti, il presidente della Fondazione Palazzo Magnani Davide Zanichelli e i curatori Claudio Franzoni e Pierluca Nardoni. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
