Gazzetta di Reggio

Reggio film festival 

Proiettati e premiati i cortometraggi in gara nelle diverse sezioni

Linda Magnoni

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REGGIO EMILIA. Si è concluso al Rosebud il Reggio Film Festival 2019, quest’anno dedicata al tema “Terra”. Dopo la presentazione dell’esito del workshop condotto da Ado Hasanovic, sono stati proclamati e proiettati i cortometraggi premiati. Il Primo Premio Giuria Internazionale è andato a “All Inclusive” di Corina Schwingruber Ilic. Questa la motivazione: «La regista usa il micro/macro cosmo del turismo di massa in sofisticati container galleggianti come metafora sociale e, con ironia ed ammirevole distacco, ci coinvolge in una radiografia dell’assurdità e della superficialità dell’edonismo consumista che definisce il nostro tempo». Il Premio Giuria Popolare è andato all’americano “Skin” di Guy Nattiv, che si è guadagnato anche il Premio Chierici. “Tri Sestri” di Svetlana Andrianova ha vinto il Premio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani - Gruppo Emilia Romagna/Marche, presieduto da Catia Donini, Gianpiero Ariola e Claudio Gaetani.

Tre i premi assegnati nella sezione Liberazioni Creative – donne libere da ogni forma di violenza. Primo classificato “Se gli oggetti potessero parlare” di Marta Ascari e A. Eugen Bonta. Secondo posto a “Fanculo” di Marco Vivaldi. Al terzo posto “Deforme” di Camilla Di Bella. Il Premio Social è stato assegnato a “Cosa vedi?” di Alex Isabelle, mentre Iniziativa Laica, con il Reggio Film Festival, ha attribuito il Premio per una estetica della Laicità ex aequo a due corti: l’italiano “Relicious” di Eugenio Villani e Raffaele Palazzo e il croato “Eutanazija” di Joško Marušic. Il Premio Fedic è andato a “Bautismo” di Mauro Vecchi, il Premio Family ad “Athleticus: Salle D’entrainement” di Nicolas Deveaux, il Premio Unimore è stato assegnato ex aequo a “Inanimate” di Lucia Bulgheroni e a “Selfies” di Claudius Gentinetta, con una menzione speciale a “2nd Class” di Jimmy Olsson. Il Premio Energee3 a “Eternity” di Anna Sobolevska, il Premio Sound, per il miglior uso del suono nei corti, è andato sempre ad “All Inclusive” mentre il Premio University Studies Abroad Consortium a “November 1st” dell’inglese Charlie Manton. —

Linda Magnoni

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