Gazzetta di Reggio

Domani in Fonderia 

Il “Pulcinella” intimo di Michele Merola tra amore e morte, simbolo di rinascita

Giulia Bassi
Il “Pulcinella” intimo di Michele Merola tra amore e morte, simbolo di rinascita

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Tra le più belle partiture musicali per balletto del ‘900 firmate da Stravinskij vi è “Pulcinella” la cui prima rappresentazione all'Opéra di Parigi nell’ambito dei Ballets Russes di Djagilev avvenne nel 1920. Ispirandosi a pagine di Pergolesi e di altri autori del '600 e '700 egli imprime nel contempo il proprio segno: in sintonia con il soggetto di cui ne fa una garbata caricatura, celebrata per ricchezza di ritmi e freschezza di armonie, esaltata da Leonide Massine, coreografo, e Pablo Picasso, per scene e costumi.

Il coreografo Michele Merola l’ha utilizzato per crearne un nuovo lavoro in scena domani sera alle 20.30 in Fonderia. Pur rispettando il passato, la creazione del coreografo reggiano per la sua MM Contemporary Dance Company segue una propria strada; infatti la colonna sonora è composta da alcuni brani del balletto e dalle escursioni del compositore Stefano Corrias.

La contaminazione della partitura originale è dettata innanzitutto dall’esigenza di disporre di momenti più intimi per poter chiarire chi sia veramente Pulcinella: il coreografo ha voluto evidenziare il versante solitario e malinconico dell’alfiere napoletano. «Pulcinella – spiega Merola – è un’immagine anche di solitudine, che non muore mai: sembra morire più volte durante lo spettacolo, ma poi sempre si rialza, perché la sua libertà potrebbe essere soffocata, ma sempre torna a vivere».

«Nel bianco e nero – prosegue il coreografo – predominante dei costumi e della scena, compare solo una punta di rosso: è Pulcinella, il cui cuore batte al di là di ogni tentativo di farlo morire, e continua a pulsare, nel bene e nel male, nel bianco e nel nero. Cosa resta, in questo balletto, della sua prima edizione? Ridotta all’essenziale la vicenda, ed eliminati i personaggi accessori, restano Pimpinella, la giovane amata da Pulcinella, il Mago, che usa la luce come guida per trovare una via di uscita nel percorso della storia, e le due coppie di amanti».

Il coreografo non ha voluto infatti seguire la trama costruita nel 1920, ma si concentra sulla personalità del protagonista e sulle vicende principali che ruotano attorno a lui: il suo amore per Pimpinella, la presunta morte, il finale, simbolo di rinascita.

«La scena conclusiva – dice Merola – in cui Pulcinella indossa di nuovo il suo cappello, che tante volte ha all'interno dello spettacolo, ma che spesso si toglie per essere simile al resto della società, simboleggia la sua scelta: si rende conto che essere come la società lo vorrebbe non lo porta da nessuna parte, e quindi sceglie di essere se stesso, sceglie la verità».

Prima dello spettacolo a partire dalle 18.30 è possibile degustare l’Agriaperitivo a cura di Agricucina La Bottega Italiana di Reggio Emilia, in collaborazione con Campagna Amica. Lo spettacolo sarà introdotto dal professor Alessandro Pontremoli Ordinario di Storia della Danza all’Università di Torino. —



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