Il tradizionale presepe dedicato a Santi e Santuari
REGGIO EMILIA. Una ventina di opere che giacciono in vari santuari italiani come Loreto, Lanciano, Fontanellato, Montecassino. È stata inaugurata nei giorni scorsi dal vescovo Massimo Camisasca l’ormai tradizionale mostra dei presepi nel Battistero di Reggio Emilia, un’iniziativa che lo scorso anno ha riscosso un grande successo. Successo che gli organizzatori contano di replicare anche con l’edizione 2019/2020 e sembra proprio di essere sulla strada buona: in una settimana, le presenze sono state ben 4mila.
Il tema di quest’anno è “Presepi dei Santi e dei Santuari” e ha l’intento di dare contemporaneità alla storia del Cristo non solo con la funzione di contemplazione estetica. Il desiderio infatti è ovviamente quello di rendere esplicito il contenuto religioso ma la mostra non manca di incuriosire per la ricerca artistica e il folclore delle opere.
Apre la collezione un quadro che ritrae la Madonna della Ghiara che è attribuito alla scuola di Lelio Orsi, poi prosegue con l’annuncio della natività e la nascita di Gesù percorrendo le tappe fondamentali del Vangelo. Spiccano fra le altre la ricostruzione in formato ridotto della Santa Casa di Loreto, una riproduzione del volto di Cristo conservato a Manoppello, fino ad arrivare ad una scena di santi devoti del presepio come i beati Rolando Rivi, Carlo Acutis, San Riccardo Pampuri. Non manca un omaggio ai co-patroni reggiani, Santi Crisante e Daria. La mostra resterà aperta tutti i giorni, tranne il lunedì, fino al 6 gennaio dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Sul posto sono presenti anche dei giovani per fare, a chi lo desidera, gratuitamente da guide. Per i più piccoli c’è anche una pubblicazione illustrativa che contiene una immagine del presepe da colorare. L’esposizione contiene infine un volume del 1507 che accoglie il racconto del teologo reggiano don Alfonso relativo al miracolo della Madonna della Ghiara a favore di Marchino. L’iniziativa gode del patrocinio del Comune, della Diocesi e di diverse associazioni, oltre al sostegno di diverse imprese reggiane. Ma non sarebbe mai stata realizzata senza il lavoro di alcune figure chiave che si sono impegnate nella raccolta delle opere e nell’allestimento della mostra: Graziano Ferrari, Antonio Ragno, Martina Bedini e Gabriele Piccinini. Vi ha attivamente collaborato anche Zeno Davoli. —
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