Gazzetta di Reggio

Casalgrande, due serate di musica e parole sotto il segno di De André

Adriano Arati
Casalgrande, due serate di musica e parole sotto il segno di De André

Doppio omaggio nel teatro intitolato al grande cantautore genovese. Si parte stasera con gli H.o.t. Minds e si prosegue domani con Faber Antiqua

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CASALGRANDE. Musiche e parole per omaggiare il proprio grande ispiratore. Oggi e domani il teatro De André ospiterà due concerti dedicati a Fabrizio De André, uno dei più amati e talentuosi artisti della musica italiana del ‘900. Per il teatro di Casalgrande è ovviamente un nome ancora più speciale, quello a cui è intitolato, e i tributi non sono mai mancati negli anni.

E così sarà ancora in questo fine settimana. Si inizia questa sera (ore 21, biglietto 12 euro) con “Nostra legge è la libertà”, riproposizione integrale di “Storia di un impiegato” curata dagli H.o.t. Minds, compagnia sassolese nata a inizio decenni per reinterpretare musical famosi e ora esperta nell’affrontare spettacoli in cui la musica si fonde alle scenografie e agli allestimenti attoriali.

“Storia di un impiegato” è l’album del 1973 in cui De André affrontava il ’68, l’autunno caldo, le proteste di piazza e i primi segnali di quelli che sarebbero diventati gli anni di piombo, segnati dal terrorismo. A mezzo secolo dal Maggio francese e dalla contestazione studentesca, gli H.o.t. Minds riaffrontano un disco che per la parte musicale è stato curato anche da Nicola Piovani.

«L’album racconta, in nove canzoni, la storia di un anonimo lavoratore, ligio e disciplinato, che nell’ascoltare una canzone del Maggio francese di cinque anni prima capisce di aver perso qualcosa, di non aver colto l’occasione per far parte di quell’ideale collettivo che aveva contraddistinto gli studenti più vecchi di lui: così, in un tentativo estremo di occupare un posto nella società, lancia la sua bomba contro il Potere davanti al Parlamento, che per un caso fortuito finisce contro un chiosco di giornali».

L’opera «si distanzia e travalica la scrittura degli album precedenti. È musica da guardare: sul palco corrono le immagini fredde del Sessantotto che si mescolano alle voci di strada e ai cortei di proteste, mentre nel caldo studio dell’impiegato prendono vita le parole di suo padre, dell’amata, dei suoi capi, del suo stretto individualismo, delle regole di cui fino a quel momento è stato un acuto osservatore».

Gli H.o.t Minds, spiegano, decidono di «riproporre questo studio-concerto, interamente eseguito dal vivo, oggi, soprattutto oggi, anche quando le grandi ideologie sembrano del tutto tramontate; perché la perdita della memoria è il disastro di una civiltà, ma ancora di più lo è il convincersi che non si possa fare più niente per cambiarla».

Domani sera si ritorna su palco del teatro De André, sempre alle 21, con una proposta molto particolare, quella offerta dai Faber Antiqua, un progetto che unisce i brani di De André e musica antica, con strumentazione adeguata. La band si è ritrovata al centro dei riflettori nazionali grazie a una serata in onda su Radio3 Suite, assieme a Nicola Piovani e ai Têtes de Bois, dove ha proposto canzoni conosciutissime ri-arrangiate per voce, arciliuto, violoncello e fagotto. Anche in questo caso, il costo del concerto è di 12 euro.

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