Gazzetta di Reggio

Piccolo teatro di San francesco da paola 

“LionArdo dannatamente genio” presentato dalla compagnia Lynus

G.B.
“LionArdo dannatamente genio” presentato dalla compagnia Lynus

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REGGIO EMILIA. Come riuscire a inventarsi qualcosa di nuovo da un soggetto, di questi tempi molto gettonato, qual è la figura di Leonardo da Vinci? Ci prova con impegno e una buona dose di fresca creatività la giovane Compagnia milanese Lynus che questa sera (ore 20.30) presenta al Piccolo Teatro di San Francesco da Paola (via Emilia Ospizio) lo spettacolo “LionArdo dannatamente genio”. In palcoscenico i cinque attori – con il protagonista e coregista Marco Fragnelli – hanno messo in scena un testo firmato dalla drammaturga correggese (un vero talento) Sara Culzoni. Fragnelli nel raccontarci dello spettacolo, legandolo all’attuale questione del cambiamento climatico rivela gli intrecci riguardanti il genio di Leonardo ma anche l’uomo che alla fine si rivolge apertamente al pubblico: «Partiamo dai quattro elementi della natura che si chiamano Scirocco, Humus, Hydra, Piro e dal fatto che Leonardo abbia avuto a che fare con tutti – spiega Fragnelli – egli è stato l’unico capace in un certo senso di “trattarli” con cura e precisione e in egual misura in quanto ingegnere, musicista, architetto, scienziato…In questo senso lo spettacolo si divide in due parti: nella prima sono loro che dominano, chiaramente nel caos, senza riuscire a mettersi d’accordo. La personalizzazione dei quattro elementi della natura, mostra risvolti ora ironici e divertenti ora drammatici; in ogni caso hanno perso il controllo di se stessi e sono sul punto di distruggere il pianeta. C’è bisogno di una forza superiore».

Fragnelli ci parla dell’intervento decisivo di Scirocco che mette l’anima in un aeroplanino per poi creargli un corpo: così nasce Leonardo che si mette a risolvere i grandi interrogativi riguardanti gli elementi della natura. «Questa è la parte dedicata al genio che cerca l’ordine supremo delle cose – prosegue – e va di pari passo con alcune vicende riguardanti l’uomo». Nello spettacolo che porta il nome vero del genio cioè LionArdo con la a maiuscola, per mettere in rilievo il senso letterale di questo del nome, di leone che brucia con infinita energia, «si presenta un LionArdo che nel monologo finale si rivolge agli spettatori dicendo che possono essere anche loro dei geni purché lo vogliano, in quanto ognuno possiede le armi per aiutare questo mondo e lo dove proprio fare». —

G.B.

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