Sportmax festeggia i suoi primi 50 anni con attori, modelle e influencer a Londra
Presentato anche un libro che documenta la storia del brand Luigi Maramotti: «Un’impresa di cui siamo orgogliosi»
Sportmax è presente in più di 70 Paesi nel mondo. Conta 17 negozi a insegna Sportmax, 16 corner nei principali department store, 350 multimarca, oltre a una forte presenza nei negozi a insegna Max Mara. Questi i numeri da capogiro che fanno da cornice al brand reggiano in continua espansione. Brand divenuto internazionale e che quest’anno compie 50 anni.
La festa
Un compleanno festeggiato a Londra, durante un cocktail esclusivo al Maison Assouline. Nell’occasione è stato presentato il libro – edito da Assouline nella collana Legends – curato da Olivier Saillard con un testo critico di Luke Leitch, pensato per celebrare mezzo secolo di Sportmax. Al cocktail, insieme a Maria Giulia Prezioso Maramotti, retail director di Max Mara Fashion Group, hanno preso parte ospiti tra cui Olivier Saillard, Marie-Louise Scio, l’attrice Laura Haddock, la influencer Doina Ciobanu, le modelle Amanda Murphy, Zoe Zimmer, Amelia Windsor, Erin O'Connor.
Il volume documenta la storia del brand del gruppo Max Mara, lanciato nel 1969 da una precisa intuizione di Achille Maramotti.
LE ORIGINI
Proprio nel momento delle epocali rivoluzioni socio-culturali, guardando ai giovani della Swinging London, Maramotti decide di lanciare Sportmax, il primo esempio italiano di guardaroba coordinato capace di offrire proposte stilistiche sempre all'avanguardia, ma senza perdere di vista l'alta qualità e il saper fare italiano. In 50 anni sono davvero numerosi i creativi dello stile e dell'immagine che hanno plasmato la storia del brand.
Un successo frutto di lavoro di team, più che del singolo creativo. Per questo le collaborazioni non sono mai espressamente dichiarate, pur annoverando nomi importanti e internazionali come Nanni Strada, Castelbajac, Odile Lancon e Guy Paulin, che hanno contribuito a definirne l'estetica e la visione internazionale.
Commenta Luke Leitch nel suo saggio: «Fondato da Achille Maramotti e definito poi da un coro mutevole di talenti creativi che hanno lavorato per sviluppare la sua intuizione imprenditoriale, Sportmax da 50 anni agisce come un prisma e uno specchio del cambiamento sociale e del gusto femminile precorrendo i tempi e le tendenze».
Il volume
Il libro racconta un percorso che ha visto i più importanti fotografi di moda, da Sarah Moon a Peter Lindbergh, che a metà degli anni ’80 immortala top model e new faces come una allora sconosciuta Yasmine Le Bon, e un’acerba Carla Bruni. E ancora Albert Watson, Marc Hom, Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin, Mert&Marcus, Craig McDean, Roe Ethridge, fino a David Sims, che per diverse stagioni ha interpretato le collezioni di Sportmax. E proprio una immagine di Sims è la cover del libro. Raccoglie una documentazione mai pubblicata tra disegni, foto di backstage, editoriali e campagne, oltre a immagini speciali in cui il fotografo Grégoire Alexandre ha interpretato una selezione di capi iconici dagli anni ’70 a oggi. Scrive Luigi Maramotti nella prefazione: «Dice bene Olivier Saillard che c’è una poesia del quotidiano che rifugge la stravaganza e l’eccentricità. Mantenersi per 50 anni su questa sottile linea di confine, collaborando con creativi diversi, cercando di fare una ricerca che non fosse fine a se stessa è stata un’impresa di cui siamo orgogliosi». —
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