Il viaggio di Zavattini fa tappa (con mostra) a Palazzo Da Mosto
REGGIO EMILIA. Come entri a Palazzo Da Mosto e vedi la macchina da scrivere, il basco e la borsa da viaggio in pelle, ti sembra che Cesare Zavattini sia lì, appena rientrato da uno dei suoi tanti viaggi.
E cominci subito a riflettere sulla figura di questo luzzarese doc che ha saputo essere, come dice il titolo della mostra “Zavattini oltre confini. Un protagonista della cultura internazionale” e sulla sua capacità di testimoniare all’estero il neorealismo e la cultura italiana del secondo Novecento. Quella in programma da oggi fino al 1° marzo 2020 a Palazzo Da Mosto è una mostra da guardare e soprattutto da leggere, seguendo il filo dei pannelli che scandiscono le tappe dei suoi viaggi e le sue riflessioni graffianti e ancora attuali. La mostra racconta Zavattini nel trentennale della sua scomparsa e il curatore Alberto Ferraboschi l’ha fatto utilizzando oggetti, documenti, carte originali, fotografie (tra cui gli scatti inediti di Gianni Berengo Gardin, uno dei maggiori fotografi italiani), video, manifesti, libri dell’ Archivio Cesare Zavattini della Biblioteca Panizzi, e quelli messi a disposizione della famiglia Zavattini completandola con gli oltre 150 quadri (rigorosamente 8 x10) dei più importanti pittori italiani del Novecento provenienti dalla Pinacoteca di Brera.
A presentare ieri l’evento per celebrare Cesare Zavattini e il suo essere ambasciatore di Pace nel mondo voluto da Regione, Comune e Fondazione Magnani, e che oltre alla mostra a Palazzo Da Mosto prevede si completa con pregevole catalogo e un convegno di approfondimento, sono stati il presidente della Fondazione Davide Zanichelli, il direttore della Biblioteca Panizzi Giordano Gasperini e il curatore della mostra Alberto Ferraboschi. —
R.F.
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