Gazzetta di Reggio

la sua eredità culturale Oggi al “peri” 

Nel flusso del tempo Ricordando Gentilucci compositore, critico e divulgatore musicale

Giulia Bassi
Nel flusso del tempo Ricordando Gentilucci compositore, critico e divulgatore musicale

Dalle 16 l’edizione speciale dell’Orecchio del Sabato dedicata al direttore dell’istituto scomparso nel 1989

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Un ricco evento è dedicato alla figura di Armando Gentilucci, compositore, critico, saggista, divulgatore e direttore dell’Istituto “Peri” dal 1969 al 1989. L’iniziativa, il cui titolo “Armando Gentilucci (1939-1989) nel flusso del tempo”, si ispira ad una composizione per chitarra del 1988, si svolgerà come edizione speciale de L'Orecchio del Sabato, rassegna concepita otto anni fa come progettualità divulgativa risalente a Gentilucci. L’iniziativa in programma oggi a partire dalle 16, ha lo scopo di promuovere la conoscenza del musicista e dell’intellettuale e a tal fine viene inaugurata una mostra allestita nel corridoio foyer a fianco dell'auditorio.

Il percorso espositivo, curato con passione e grande professionalità da Monica Boni – responsabile della Biblioteca a lui intitolata- raccoglie e ricostruisce nella scelta e nell’organizzazione dei documenti posseduti dal compositore, ora di proprietà della Biblioteca, le tappe di un viaggio “attraverso i sentieri del comporre”, per citare il titolo di un contributo autobiografico ricorrente nei testi illustrativi che introdurranno il visitatore alla visone dei documenti. Sulla base di questa guida i materiali esposti appartengono agli anni della formazione sino al 1983, anno che coglie Gentilucci nel pieno della maturità artistica. La mostra in realtà prosegue a fornire documenti e ragguagli relativi anche ai sei anni successivi che separano l’artista da una fine prematura all'età di 50 anni. Il percorso oggi pomeriggio sarà raccontato dalla musicologa Francesca Magnani e dal compositore Fabrizio Fanticini, entrambi ex allievi di Gentilucci e come tali, portatori di memorie e testimonianze dirette. Lungo il percorso i loro interventi saranno accompagnati da un’esecuzione itinerante dei “Sei brevi canti per flauto” del 1981 da parte dell’allieva Giulia Pareschi. Seguiranno alle 16.30 tre brevi conversazioni inerenti altrettanti aspetti che insistono sulla figura di Gentilucci “scrittore di cose musicali”, organizzatore culturale e compositore.

A questa seconda parte del pomeriggio, in cui come nella prima parte si fronteggeranno la parola del musicologo e del compositore ha per titolo “L’eredità culturale di un musicista ‘organico’”. «Nella prima daremo risalto all’impegno di Gentilucci come divulgatore, negli anni in cui i compositori ebbero in ruolo di primo piano nell’introduzione del pubblico alla musica del Novecento, dato che la musicologia non era ancora “attrezzata” ad affrontare con metodo scientifico la complessità di tali fenomeni. Su questo interverranno Paolo Cecchi e Giacomo Manzoni La seconda verterà sull’attività organizzativa di Gentilucci in campo culturale, sul suo coinvolgimento in Musica/Realtà progettato a Milano e realizzato a Reggio Emilia, e sul passaggio dal movimento alla riflessione degli anni Ottanta quando l’etichetta viene rimodulata nel titolo di una rivista, che pure a quel movimento di richiama. A tal fine abbiamo invitato a parlare l'attuale direttore della Rivista. La terza, seguendo un percorso che dall’esterno si inoltra a trattare gli aspetti più intimi della dimensione creativa, toccherà compositore sul quale parlerà Adriano Guarnieri con una mia breve introduzione».

Le conversazioni, come la visita alla mostra, saranno intercalate da due brevi esecuzioni per concludere con una composizione importante del 1985 per quartetto di violino, clarinetto, violoncello e pianoforte ispirato alle tre famose opere di Dürer. —



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