Gazzetta di Reggio

Biblioteca Rosta Nuova 

Un intreccio di relazioni al femminile nell’opera “Nautilus dal cuore di rosa”

Giovanni Guidotti
Un intreccio di relazioni al femminile nell’opera “Nautilus dal cuore di rosa”

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“La pittura è solo un altro modo di tenere un diario” affermava Picasso, cogliendo nei dipinti la presenza d’una componente narrativa che potrebbe essere estesa non solo a sculture, disegni e incisioni, ma pure alle opere d’arte tessile, come nel caso degli arazzi o delle più recenti realizzazioni di Maria Lai, con i sui libri di filo e favole di tela le cui origini sono individuabili nel movimento Bauhaus degli anni ’20 e nella Fiber Art, o Arte tessile, corrente nata dall’espressionismo americano negli anni ’50. Alla Lai ma anche a Burri, Schnabel e Ross si ispira l’opera “Nautilus dal cuore di rosa”, esposta alla Biblioteca Rosta Nuova e realizzata da tredici donne che partecipando a un progetto, ideato e curato da Pina Tromellini con Marisa Iotti, hanno raccontato le loro esperienze riunendole in un’autobiografia collettiva, in un “manifesto d’artista” fatto di stoffe e tele grezze recuperate, ritagliate e unite tra loro con spago di iuta. Relazioni familiari, ricordi, fughe, solitudini, speranze, incontri e conflitti si sono condensati, su un fondo di tela da sacco, in strisce legate ai significati simbolici dei colori, lettere dipinte, cuciture simili a una calligrafia tracciata da mani di donne alla ricerca di armonia e pace. Al centro la figura del “Nautilus dal cuore di rosa” ricamata dalla Iotti con la tecnica del macramè e dalla cui forma di conchiglia a spirale, sviluppata intorno alla forma del fiore, si dipartono tentacoli che rappresentano e uniscono, in un dialogo intimo e allo stesso tempo corale, le voci delle donne. «Abbiamo creato – spiegano Tromellini e Iotti – un’opera autobiografica, solare, energica, inclusiva, nella quale le parole sono state sostituite dai colori, dalle forme, dalle cuciture». La scritta “ribellioni e rose nella vita delle donne” campeggia sul lato sinistro dell’arazzo, allo scopo di riprendere il tema del progetto dal quale è nato questo “manifesto d’artista” che, nei prossimi mesi, si tradurrà in un libro. —



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