Gazzetta di Reggio

Natale al cinema, il film cult è Pinocchio di Benigni ma non mancano le alternative

Sandra Campanini
Natale al cinema, il film cult è Pinocchio di Benigni ma non mancano le alternative

Da “Il ritratto della giovane donna in fiamme” di Céline Sianna a “La Dea fortuna” di Ferzan Ozpetek

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Tempo di Natale tempo di andare al cinema. Sapete indovinare il giorno in cui gli spettatori vanno di più al cinema? È il giorno di Santo Stefano. L’andare insieme in una sala cinematografica rimane l’attività preferita dagli italiani anche in questi anni di abbandono della proiezione in sala.

Ma veniamo ai consigli.

Uscito in 600 copie il Pinocchio di Matteo Garrone interpretato da Roberto Benigni, Gigi Proietti e un bravissimo Federico Ielapi nella parte di Pinocchio, si appresta a diventare il film cult per tutta quanta la famiglia. In questo Pinocchio, potente visivamente, c'è tutto l'amore e la reverenza che Garrone ha verso il testo di Collodi, il suo perfetto equilibrio nel dosaggio degli elementi narrativi e nella caratterizzazione di personaggi che sono diventati archetipi e un omaggio alla pittura dei macchiaioli e anche al cinema di Tim Burton.

Altro film che vi consigliamo Il ritratto della giovane in fiamme, lo splendido nuovo film di Céline Sciamma, prima incursione ben riuscita nel difficile genere del film d’epoca che ha incantato il Festival di Cannes. Francia, 1770. Marianne, una pittrice, riceve l'incarico di realizzare il ritratto di nozze di Héloise, una giovane donna appena uscita dal convento. Lei però non vuole sposarsi e quindi rifiuta anche il ritratto. Marianne cerca allora di osservarla per poter comunque adempiere al mandato. Scoprirà molte cose anche su di sé.

Se avete voglia di una bella commedia vi consigliamo Farewell – una bugia buona, storia di un rapporto intenso di una ragazza cinese che da anni vive a New York con la nonna, Nai Nai, che vie ancora in Cina. Quando a Nai Nai viene diagnosticato un cancro, la famiglia decide di nasconderle la verità e di trascorrere con lei gli ultimi mesi che le restano da vivere. Figli e nipoti, traslocati negli anni in America e in Giappone, rientrano in Cina per riabbracciarla e per “improvvisare” un matrimonio che allontani qualsiasi sospetto.

Avete voglia di un film italiano, civile, militante ma soprattutto umano? Senza tradire le proprie scelte di campo (anche qui, al centro del film c’è una coppia omosessuale), Ferzan Ozpetek lascia fuori campo un certo simpatico folclore gay d’antan per scavare dentro i nodi dell’amore, passionale e filiale insieme, e andare dritto al cuore: cosa conta davvero quando si ama? Che cosa si è disposti a mettere in gioco in nome dell’amore? Fino a dove si è capaci di rischiare? Titolo di questo film è La Dea fortuna. —





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