Pepsy Romanoff e il music film del Komandante
Questa sera su Canale 5 andrà in onda il “Vasco Non Stop Live 018+019”
L’APPUNTAMENTO
LUCA DONDONI
Vasco Rossi così non era mai stato raccontato. Basterà vedere stasera in prima serata su Canale 5 “Vasco Non Stop Live 018+019”, il music film di Pepsy Romanoff. Un viaggio per immagini che celebra due anni di successi dal vivo del Komandante, dal tour nei principali stadi italiani nel 2018 alla conquista di San Siro nel 2019.
Peppe Romano, in arte Pepsy Romanoff: cominciamo dal suo nome.
«Da piccolo mi vestivo come un alieno, così mi chiamavano “Pepp’o strano”, diventato poi “Pepp’o strange” e infine Pepsy Romanoff. Un nomignolo che mi ha dato Alioscia dei Casinò Royale».
Lei è il regista che ha raccontato per immagini la più grande rockstar italiana. Come è andata?
«Tutto nasce dal grande amore che ho da sempre per la fotografia e per la musica. Anche se oggi siamo al fast food dell’immagine, e una foto pubblicata su Instagram 24 ore dopo è quasi vecchia, credo che ci sia voglia di cose vere, di artigianalità. Basta guardare al ritorno del vinile, alla tradizione oggi unita alla sperimentazione. Le nuove tecnologie e le grandi produzioni possono mostrare i personaggi come nessuno li aveva visti prima. “Vasco Non Stop Live” è stato il film musicale più visto al cinema in Italia, è diventato un caso mediatico con quasi un milione di euro di incasso».
Come è scoppiato questo fenomeno?
«Noi italiani siamo “anglo riferiti” e così Depeche Mode, Rolling Stones, Beyoncé, Coldplay, Travis Scott hanno aperto la via. Vasco mi aveva già chiamato nel 2015 per il “Live Kom 015” girato al San Paolo di Napoli, aprendo così la via a un racconto visivo per il grande schermo. Filmammo davanti a 65 mila persone e solo a ricordarlo mi viene la pelle d’oca. Non avevo 40 anni e Vasco mi affidò il “Modena Park 2017”, tutt’oggi record del mondo per un concerto in data unica con pubblico pagante. Una tempesta perfetta che filmai con 29 camere».
E arriviamo al “Non Stop Live 018+019”.
«Avevo paura di pigiare troppo sull’acceleratore, ma andai al cinema a vedere Blade Runner 2049 e scattò la scintilla: la prima immagine di quel capolavoro è un occhio che si apre. Ho pensato agli occhi di Vasco e ho iniziato il live con un tributo a Blade Runner e i visual che ho girato tra Bangkok e Hong Kong».
Il futuro della musica per immagini è tutto da scrivere. Chi saranno i prossimi protagonisti?
«Fare un film è come scrivere un libro, questo è il momento per portare al cinema grandi storie. Ora insieme al mio socio Maurizio Vassallo in Except, la mia società, sto facendo il produttore esecutivo di “De Andrè/Pfm il Concerto Ritrovato” con Walter Veltroni. Ma mi preparo anche ai film per due superstar della musica italiana».
I nomi?
«Le dico solo che mi occuperò della più grande star della trap e della più grande star del rap italiano». —
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