Gazzetta di Reggio

Stagione di Danza 

Aterballetto al Valli con il trittico “Dreamers” di Naharin, Sato e Kratz

G.B.
Aterballetto al Valli con il trittico “Dreamers” di Naharin, Sato e Kratz

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REGGIO EMILIA. Reduce dal successo della tournée in Israele, Aterballetto si esibisce domani sera al teatro Valli nell’ambito della stagione di danza. Alle 20.30 presenta lo spettacolo “Dreamers”, un trittico andato in scena in prima assoluta lo scorso 6 settembre al Festival Oriente Occidente di Rovereto. «Questo titolo – ci dice Gigi Cristoforetti, direttore generale di Aterballetto – rappresenta perfettamente questa fase di lavoro della Fondazione Nazionale della Danza, impegnata nell’esplorazione di universi coreografici e culturali quasi all’opposto tra loro sul piano espressivo, ma accomunati da una profonda sensibilità umana». Compongono Dreamers “Secus” di Ohad Naharin, ilvigoroso coreografo di Batsheva Dance Company e “Traces”di Rihoko Sato, musa e interprete preferita di Saburo Teshigawara dallo stile sofisticato e leggero; accanto a loro Philippe Kratz, coreografo e danzatore di Aterballetto appena insignito del prestigioso Premio Danza & Danza 2019 con “Cloud|Materia” che si ispira a Anni Albers, artista (tessitrice) e designer cresciuta nella Bauhaus.

«Il Premio “Danza & Danza” – dive Kratz – è stato per me una sorpresa e come prima cosa vorrei ringraziare tutto Aterballetto che mi ha dato la possibilità di cimentarmi con la coreografia quindi vorrei ricordare anche Cristina Bozzolini e Giovanni Ottolini oltre che Sveva Berti e Gigi Cristoforetti. Per quanto riguarda la coreografia ispirata alla figura della Albers, mi ha colpito il fatto che abbia ritenuto fondamentale sviluppare la propria ricerca viaggiando in Perù e in Messico per esplorare gli inizi precolombiani della tessitura. Ha visto la necessità di riconnettersi al passato del suo mestiere per andare avanti. Ma, se torniamo indietro nel tempo, quale idea, necessità o ambizione si trova agli inizi della danza? Si sa che agli inizi la funzione fondamentale della danza risiede nella sua ritualità. In ogni cultura, dalle popolazioni indigene dell'Asia sudorientale alla corte di Luigi XIV, la danza era presente e utilizzata per creare e confermare i legami interpersonali. Ancora oggi danzare insieme è un segno di fiducia, allineamento e celebrazione e quindi un mezzo per generare speranza. Queste sono le componenti che ispirano “Cloud|Materia”». —

G.B.

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