Un “Misantropo” rock e modaiolo ma anche violento e perturbante
Valter Malosti regista e attore questa sera e domani (ore 20.30) al teatro Ariosto Un lucido e straziante saggio sul desiderio e sull’impossibilità di esaudirlo
REGGIO EMILIA. Valter Malosti, regista e attore, dopo il grande successo della sua rilettura de “La scuola delle mogli”, torna ad affrontare Molière, e lo fa proponendo al pubblico un “Misantropo” (ovvero “Il nevrotico in amore”) del tutto inedito, che andrà in scena questa sera e domani (ore 20.30) al teatro Ariosto. Commedia amara e filosofica, anomala e profetica, il “Misantropo” è un testo totalmente al presente, violento, potente, perturbante. Che, nella lettura di Malosti, suggerisce un mondo sospeso tra moda e rock, tra salotti e discoteche.
L’Alceste, protagonista, di Malosti è un filosofo, un nero buffone, un folle estremista del pensiero, che assume in sé anche le risonanze più intime e strazianti del dramma molieriano, senza rinunciare alla sottile linea comica, al fuoco farsesco che innerva il protagonista.
Accanto a lui, nella parte di un’inedita Célimène, Anna Della Rosa, una fra le attrici più talentuose della sua generazione, ammirata anche al cinema nel film premio Oscar “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, insieme a un cast di altissimo livello: Sara Bertelà, Edoardo Ribatto, Paolo Giangrasso, Roberta Lanave, tra gli altri. Costumi di Grazia Materia, scene di Gregorio Zurla, luci di Francesco Dell’Elba,
Nel costruire insieme al regista la lingua di questo nuovo “Misantropo”, il giovane autore Fabrizio Sinisi si confronta con alcuni grandi autori del Novecento, soprattutto Thomas Bernhard. Il testo classico viene qui messo a reazione con un altro grande capolavoro molieriano: quel Don Giovanni di cui il Misantropo diventa la tavola rovesciata e complementare, l’immaginario prologo della dissoluzione: Alceste e Don Giovanni diventano i due volti di una lotta totale e disperata contro l’ipocrisia e il compromesso su cui è costruita la civiltà. Lo spettacolo viene a proporsi quindi come un lucido saggio sul desiderio e l’impossibilità di esaudirlo, sul conflitto tra uomo e donna, uomo e società, uomo e cosmo. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
