Gazzetta di Reggio

Correggio, intervista a Luisa Ranieri: «La forza di Hester è quella di esplorare le proprie fragilità»

Giulia Bassi
Correggio, intervista a Luisa Ranieri: «La forza di Hester è quella di esplorare le proprie fragilità»

L’attrice stasera (mercoledì 15 gennaio) protagonista di “The deep blue sea” al teatro Asioli nei panni di una donna non convenzionale 

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CORREGGIO. Tante e sempre attuali sono le questioni che pone “The deep blue sea”, un potente dramma firmato da Terence Rattigan, in scena questa sera (ore 21) al Teatro Asioli di Correggio per la regia di Luca Zingaretti.

Protagonista è Luisa Ranieri, una delle più apprezzate attrici del momento dal forte temperamento e un carattere che le permette di calarsi con intensità nei suoi personaggi senza distinzione tra cinema, teatro e televisione. Ecco cosa ci ha detto dello spettacolo che la vede protagonista all’Asioli.

Innanzitutto, è stato difficoltoso calarsi nei panni di Hester?

«Hester è un personaggio molto complesso e articolato, non è stato facile sicuramente calarsi nel suo mondo, ma è stato un viaggio affascinante. Mi porto addosso molte delle sue emozioni non solo quando sono sul palco».

Un giudizio sul personaggio e la sua scelta estrema.

«La sua sembra ed è una scelta estrema, ma a riflettere bene non è avventata. Di tutti i personaggi coinvolti, dal marito al giovane amante, alla fine dei conti è l’unica che ha chiara la situazione. Sa esattamente che tipo di amore e di vita ha abbandonato e i suoi limiti, e conosce ed è pronta ad affrontare gli abissi profondi nei quali si è tuffata».

Che cosa ci trasmette oggi?

«Diciamo che in un’epoca in cui siamo ossessionati dai selfie e dall’immagine che gli altri hanno di noi, una donna che è disposta a giocarsi tutto per un’altra persona e ad abbandonare una situazione convenzionalmente ideale, ha qualcosa da raccontare eccome. Sembra si perda e invece è l’unica disposta ad andare ad esplorare le sue fragilità».

Questo ruolo aggiunge qualche cosa ai numerosi personaggi cui lei ha prestato il volto sempre con grandissima classe e profondità?

«Grazie infinite. Tutti i personaggi che interpreti ti lasciano qualcosa, alcuni di più altri di meno, ma sempre qualcosa, tanto più se sono diversi da te e lontani. Hester è un personaggio bellissimo, più si annichilisce più chi le sta intorno si stringe intorno a lei. È come un fuoco attorno a cui le persone si avvicinano per scaldarsi. Un altro personaggio che amo molto è Carmela Rizzo, la protagonista di “Vita Promessa” che torno ad interpretare adesso per la seconda stagione. Un’altra donna complessa fatta di fragilità e grande forza».

Differenze e/o preferenze tra il lavoro a teatro e in televisione?

«Sono due mondi che amo molto, così come il cinema. Non si può fare una classifica, sono complementari per me. Il teatro ti ridà il contatto diretto con le persone, vedi gli effetti immediati di quello che stai interpretando, puoi crescere e reinterpretare il tuo personaggio ad ogni recita, vive di vita vera, vissuta. La televisione, come il cinema, ha modi e tempi diversi, ma ti apre il cuore di milioni di persone e sono entrambi mondi incantati cui non potrei mai rinunciare».

A proposito di coppie com’è il lavoro a teatro con suo marito Luca Zingaretti?

«Ci era capitato al cinema, mai in teatro. Lavorare con lui come regista è stata un’esperienza bellissima. Una scelta che è venuta in maniera spontanea, anche se abbiamo sempre cercato di tenere le nostre strade lavorative separate. Ma questo è un progetto che abbiamo coltivato insieme e che siamo andati a prenderci a Londra. Quando Luca mi ha detto “ora dobbiamo scegliere il regista” non ho avuto dubbi e ho risposto “ce lo abbiamo, lo fai tu” . Sapevo che Luca aveva la sensibilità e l’esperienza giusta per raccontare questa opera, infatti è stata la scelta migliore che potessimo fare».

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