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Le otto Gioconde di Ghizzardi al Museo Diotti di Casalmaggiore

Le otto Gioconde di Ghizzardi al Museo Diotti di Casalmaggiore

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Casalmaggiore (Cr). Otto dipinti raffiguranti la Gioconda, realizzati da Pietro Ghizzardi tra gli anni '60 e gli anni '70, sono tra le opere esposte nell'ambito della mostra «... il libro di Leonardo lo tengo appresso di me» (Leonardo da Vinci nella casa di Giuseppe Diotti) a cura di Valter Rosa, da oggi a sabato 13 aprile al Museo Diotti di Casalmaggiore.

Le Gioconde intense ed irregolari di Ghizzardi, parte della collezione della Casa Museo Pietro Ghizzardi, testimoniano la presa del mito della Monna Lisa e di Leonardo sull'artista di Boretto che, seppur incolto, certamente non fu insensibile all’eclettismo e alla forza espressiva del genio di Vinci. Le otto Gioconde ghizzardiane trovano la loro collocazione nella sala dell’Antigone del Museo Diotti e dialogano contrappuntisticamente con il classicismo del grande dipinto “La corte di Ludovico il Moro” (1823) di Giuseppe Diotti e con le opere degli altri artisti in mostra (Brunivo Buttarelli, Giorgio Tentolini, Vincenzo Balena e Mario Pozzan).

Pietro Ghizzardi (1906–1986) è noto come esponente della pittura naïf. Nato a Corte Pavesina, nel Comune di Viadana, da una famiglia contadina, Ghizzardi porta fin da subito nella sua pittura l’impronta della vita dura dell’agricoltore. I suoi genitori sono costretti a spostarsi spesso in cerca di lavoro e il piccolo Pietro, di salute cagionevole, soffre questi continui trasferimenti con il risultato di uno scarso rendimento scolastico. Nel 1931 la famiglia si stabilisce a Boretto. Venti anni dopo, la grande alluvione del Po segna una svolta nella sua vita: l’autore decide di dedicarsi completamente all’arte e alla stesura della sua autobiografia (“Mi richordo anchora”, pubblicata da Einaudi con note di Cesare Zavattini nel 1976 che vince il “Premio letterario Viareggio” nel ’77). Dipingere è per lui un modo di godersi la vita, di ritrarre la sua inconscia attrazione verso l’universo femminile. Ghizzardi disegna su cartoni di recupero, da ambo le parti, utilizzando materiali non convenzionali, carbone, mattone tritato, terre, bacche ed erbe. Pietro ritrae i suoi familiari, immagini di santi, animali selvatici ma soprattutto di donne. Muore nel 1986.

L'inaugurazione della mostra a casalmaggiore è prevista per oggi pomeriggio (ore 17) all Museo Diotti. Orari della mostra: da martedì a venerdì dalle 8 alle 12.30; sabato e festivi dalle 15.30 alle 18.30. —

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