Gazzetta di Reggio

Aula magna dell’università 

Attori e burattini raccontano “La bambina dalla stella gialla”

Cristina Fabbri

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Oggi pomeriggio (ore 16.30) nell’aula magna dell’università in viale Allegri, andrà in scena uno spettacolo molto particolare promosso dalla Fondazione Famiglia Sarzi. Uno spettacolo che fa riflettere, organizzato in occasione del Giorno della memoria, e che vede in scena burattini e attori, che entrano in dialogo per raccontare la storia di una giovane ebrea. “La bambina dalla stella gialla”, vede protagonisti gli attori Antonietta Centoducati (autrice del testo) e Gianni Binelli, Sabina Ressia e Vittorio Pioli (burattinai) e Ovidio Bigi (pianista) che ha composto le musiche originali.

Il testo si ispira a una delle tantissime testimonianze giunte fino a noi, poi rielaborata dalla Centoducati, attrice e drammaturga. «La testimonianza – spiegano dalla Fondazione Sarzi – è quella di Ada Gentili, ebrea di Trieste, sopravvissuta ad Auschwitz (dove ha perso la madre, il padre, la sorellina) ma potrebbe essere la testimonianze di altri centinaia di ebrei che hanno vissuto sulla loro pelle la terribile esperienza dei lager nazisti. Il racconto inizia quando nel 1938 arrivano le famigerate leggi razziali e l’obbligo di indossare la stella gialla (da qui il titolo). Il 7 dicembre 1943 Ada e la sua famiglia vengono deportate ad Auschwitz. Ada è selezionata tra quelli considerati abili al lavoro e si salva perché sana, robusta, forte. Qui incontrerà un altro ragazzo di Trieste di nome Bruno e la loro amicizia diventa forte. Con lui cercherà di scappare, senza esito, dal lager. In seguito Bruno, ferito a una gamba durante il lavoro, verrà portato nell’infermeria. Da allora, di Bruno, si perdono le tracce. Ada riuscirà a tornare a Trieste, distrutta dai bombardamenti, e troverà solo una cugina sopravvissuta al lager».

Maria Antonietta Centoducati interpreterà Ada e Gianni Binelli sarà il nazista, il poliziotto fascista e Bruno; accanto a loro i burattinai Sabina Ressia e Vittorio Pioli interpreteranno gli stessi personaggi con i burattini. «Si crea così un doppio mondo parallelo e fortemente poetico dove il mondo reale di Ada e il suo racconto si mescolano al mondo della baracca; è diventata essa stessa un burattino nelle mani di un destino troppo grande e crudele da comprendere. La baracca rappresenta il mondo dell’infanzia perduta di Ada e di tutti i bambini morti nel lager».

Interverranno in apertura Antonio Gariboldi (Unimore), Rossella Cantoni (presidente Fondazione Famiglia Sarzi), Annalisa Rabitti (assessore alla cultura del Comune di Reggio) e il rabbino drammaterapeuta Markus A. Lange. Ingresso libero. —



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