Gazzetta di Reggio

Teatro Ariosto 

“Hans”, una storia d’amicizia durante l’ascesa del nazismo

Giulia Bassi
“Hans”, una storia d’amicizia durante l’ascesa del nazismo

Gabriele Tesauri è il regista dello spettacolo in scena questa sera (ore 20.30). «Noi adulti non riusciamo a imparare dal passato, ci riescono invece i ragazzi» 

3 MINUTI DI LETTURA







Siamo a Stoccarda durante gli anni dell’ascesa del Nazismo. Tra due ragazzi legati da due passioni, la lettura e la collezione di monete greche, nasce o un legame profondo e sincero, che verrà messo a dura prova dalla Storia: Hitler sale al potere e Konradin, che proviene da una famiglia filonazista, si schiera dalla parte del Fuhrer, considerato da lui l’unico capace di salvare la Germania. Il ragazzo, messo alle strette dalle pressioni, si trova così costretto a scegliere di non frequentare più Hans, il suo amico di origine ebree. Ma anche le scelte si possono rivedere e quella che sembrava un’amicizia rinnegata si rivelerà un’amicizia ritrovata.

«È una storia semplice quella del romanzo “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman eppure non smette di appassionare in particolare i giovani». Parola di Gabriele Tesauri che questa sera, in occasione della Giornata della Memoria, porta al Teatro Ariosto (ore 20.30) la sua pièce “Hans” ispirata a quel romanzo, prodotta da NoveTeatro. «Oltre alla recita serale, ci saranno altre quattro recite per le scuole. “Hans” ha cinque anni. «Dal 2015 ha riscosso un continuo successo – spiega il regista che è anche direttore del Teatro Pedrazzoli di Fabbrico – funziona perché coinvolge i ragazzi delle scuole, non solo come pubblico, ma come attori. Rappresentano i ragazzi della classe del liceo di Stoccarda da dove ha inizio la storia. Stupende sono le parole di Uhlman che permettono anche agli adolescenti di capire bene e andare in profondità. Il meccanismo della trama funziona, perché immediata e negli stati d’animo descritti loro vi si riconoscono. Prima dello spettacolo nella scuole che partecipano facciamo una lezione introduttiva a cura di Istoreco che ha collaborato con noi alla realizzazione del progetto. Mentre con i ragazzi che recitano si organizza un laboratorio-full immersion, in cui si cimentano in una sorta di lettura espressiva del testo».

Nelle cinque repliche di questi giorni saranno protagonisti i ragazzi della scuola media “Fermi” di Reggio e un Istituto superiore di Scandiano. In questi anni tutti quelli che hanno preso parte allo spettacolo sono rimasti in contatto con gli attori attraverso i social: c’è sempre mota attesa e partecipazione allo spettacolo che ha come protagonisti Filippo Bedeschi e Luca Cerri; con loro Domenico Ammendola e Carolina Migli Bateson. «È impressionante – dice Tesauri – l’attualità del messaggio del testo in questa nostra epoca che presenta derive preoccupanti. Eppure noi adulti non riusciamo a dimparare dal passato; riescono i ragazzi sempre più inclusivi. Lo capisco dalla discussione che facciamo circa le frasi tipiche di allora contro gli ebrei del tipo “ci rubano il lavoro” o “ci rubano le donne”. Gli adulti manifestano un’incapacità di aprirsi e vogliono a tutti i costi trovare un capro espiatorio, senza rendersi contoche sono i giochi di chi comanda a far scontrare tra di loro i popoli e nel contempo farli distrarre sulle cose importanti...».

Partecipano allo spettacolo gli studenti delle superiori Beatrice Beneventi, Eva Bertolini, Letizia Boni, Valeria Campari, Alessia Chiappara, Nicholas Detta, Aisha Lena Diop, Abiba Goumbane Rabiatou, Gabriele Lanciano, Luca Magnanini, Ivan Tranchina Santi, Bianca Veronesi, Lucia Zeng. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google