Il potere come forma di abuso nei “Sospetti” di Barrie Keeffe
reggio emilia. Venerdì e sabato, alle 21 al teatro Piccolo orologio, andrà in scena Sospetti (Sus) di Barrie Keeffe, con Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi, Umberto Terruso, con la regia di Bruno Fornasari e la produzione del Teatro filodrammatici di Milano.
Lo spettacolo esplora con lucidità e sarcasmo il potere come forma di abuso. Messo in scena per la prima volta nel 2011 al Teatro filodrammatici il testo di Keeffe è, purtroppo, ancora attuale e necessario: un’occasione per affermare la volontà di guardare agli errori del passato recente e, con lucidità, diventare tutti spettatori consapevoli affinché tali errori non si ripetano.
«Tutto succede in una sala interrogatori – introduce il regista Fornasari – ma la scena è volutamente scarna, citata, fredda. Karn e Wilby, i due poliziotti, giocano con Delroy al gatto col topo, cercano di spiazzarlo, destabilizzarlo, costringerlo ad ammettere qualcosa di cui sono già assolutamente certi. Il loro è un interrogatorio accurato nella strategia ma fondamentalmente scorretto nella procedura, dato che, implicando la colpevolezza dell’accusato, mira più alla conferma delle loro supposizioni che all’accertamento dei fatti. Proprio questo aspetto, oltre all’atteggiamento razzista dei due uomini, è di fondamentale importanza nell’arco della pièce poiché chiunque potrebbe essere vittima di un tale processo sommario, privo di evidenze e finalizzato alla sbrigativa definizione di un colpevole. In tempi di paranoia globale, l’attualità del tema balza subito agli occhi. Per questo l’abbiamo scelto».
Il Teatro filodrammatici racconta, a suo modo e senza pretese, le stratificazioni intellettuali che la contemporaneità ci pone davanti. Che si tratti di drammaturgia curata dal duo Amadio/Fornasari o scritta da autori stranieri e nazionali, la lezione scespiriana è stata raccolta cercandola nella realtà del quotidiano. Con questo spirito sono stati portati in scena tanti spettacoli amati dal pubblico. Anche quando si esplorano i mostri sacri della tradizione letteraria ed epica, come nel caso di Iliade, Antigone ed Enea, la cifra artistica non viene tradita, anzi: più la contemporaneità emerge, più viene evidenziato quel processo di universalizzazione che il teatro sa bene raccontare. Sabato, prima dello spettacolo alle 18, nello spazio culturale Orologio si svolgerà anche l’incontro a ingresso libero “Sospettiamo di capirci qualcosa. Il teatro come veicolo per indagare la nostra società, tra online e offline” con Amadio, attore e direttore artistico del Teatro filodrammatici, Alfredo Colella, esperto di comunicazione digitale e Mirco Carrattieri, storico e direttore dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri. Modera Clizia Riva, docente ed esperta di percorsi genocidiari del Novecento.
Nei giorni di spettacolo la biglietteria apre alle 19.30 con possibilità di fare aperitivo prima di entrare in sala, in collaborazione con il centro sociale Orologio. Biglietti a 14 e 12 euro. Per informazioni e prenotazioni chiamare il numero 0522/383178 dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.30. —
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