Gazzetta di Reggio

Novellara 

Amanda Sandrelli è Mirandolina «Amo nel profondo i classici»

Giulia Bassi

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Al suo secondo anno di tournée Mirandolina, anzi Amanda Sandrelli, anzi “La Locandiera” sta raccogliendo lusinghieri successi. Questa sera Ore 21) la popolare attrice ritorna nella nostra terra che ama moltissimo per riproporre il geniale personaggio goldoniano al teatro Tagliavini di Novellara. Punto fondamentale di questa edizione la particolare cura del testo da parte di Francesco Niccolini che «lo ha rispolverato ma senza cambiargli una parola – ci dice la Sandrelli – rendendolo un lavoro ben fatto anzi notevole poiché ha mantenuto intatto il senso di meraviglia che un classico ci trasmette e nello stesso tempo l'ha reso fruibile ai più giovani». La puntualizzazione dell’attrice si riferisce a Goldoni che ha scritto a proposito della lingua che doveva essere in toscano, l’equivalente dell’italiano che per lui equivaleva a dire non in veneto (in dialetto), da qui la particolare cura usata da Niccolini. L’altra particolarità riguarda il carattere della protagonista tacciata di essere fredda e calcolatrice, una che si muove per interesse. «... Svolge il lavoro di ostessa coerentemente fino in fondo scegliendo di sposare il servo e non il cavaliere di cui è innamorata perché ha paura di lasciarsi andare… nel corso della storia quando si rende conto di questo diviene più cattiva e determinata». «La passione per questo personaggio – prosegue la Sandrelli – corrisponde in un amore profondo verso i classici. Ti rendi conto quanto sei di fronte a un classico importante come questo: mi piace riproporre i classici anche semplicemente attraverso la loro lettura. Anni fa è successo con l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide, e mi sono resa conto di quanto la gente avesse voglia di ascoltarli. Io stessa studiandoli ho fatto un’operazione di adattamento, li ho “rispolverati” cercando a mio gusto di restituirli il più possibile come avrebbe voluto l'autore e nello stesso tempo di far sentire al loro interno lo spirito del nostro tempo. Perché il teatro ha una valenza sociale che può essere davvero utile. E poi è un’esperienza fisica, non solo mentale, e lascia che le cosa si digeriscano con il tempo. Avendo un nome famoso ho potuto scegliere e usare questo privilegio senza abusarne perché comunque voglio lavorare con persone che mi piacciono di cui mi posso fidare. In teatro “ci si tocca” e al pubblico dovrebbe arrivare un' energia tangibile. Mi ha sempre affascinato questo lavoro artigianale».

A proposito di persone straordinarie sono anni che Amanda Sandrelli viene a Reggio perché collabora con un gruppo di musicisti tra i quali Giovanni Mareggini. «Persone straordinarie – dice Amanda – con loro in passato abbiamo fatto anche uno spettacolo per l’Hospice ,“Oscar e la dama in rosa”: la storia di un bambino malato senza speranza. Si piangeva, è stato uno spettacolo toccante, un semplice monologo ma anche uno strumento per affrontare il dolore. Mi piace il teatro in cui si rispecchia la vita». —





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