Dall’incontro tra creatività e fragilità nasce l’opera permanente “Epoteia!”
Il murale del reggiano Hu- Be parte dall’ascolto dei ragazzi dell’associazione Nessuno Escluso
Per trasformare le storie dei ragazzi che frequentano la Polveriera in un grande murale ci ha lavorato tre mesi, il primo dei quali passato solo ad ascoltare chi la Polveriera la frequenta ogni giorno come i ragazzi della associazione Nessuno Escluso. Un progetto da cui è nato un murales realizzato a pennarello che abbellisce la sala civica della Polveriera.
Si tratta anche di una scommessa accettata e vinta dall’artista reggiano Emanuele Sferruzza Moszkowicz, in arte Hu - Be, che con la realizzazione di Epoteia! (questo il titolo dell’opera che sarà inaugurata oggi alle 18 alla Polveriera), ha concluso a Reggo Emilia l’ultima tappa del percorso Scribblitti durato quattro anni e che l’artista ha compiuto in Europa prima di approdare alla Biennale di Venezia.
Un viaggio prima di ascolto e poi di produzione artistica che l’ha portato in Lettonia, Francia e Germania, a Milano e a Gibellina in questo caso in occasione del 50esimo del terremoto del Belice, con l’intento di tradurre le storie, spesso tragiche, e i racconti di tante persone in un’opera d’arte.
A spiegare le finalità di questo progetto artistico che ha lo scopo dichiarato di mettere lo spettatore nella condizione di interrogarsi e di fermarsi a riflettere per scoprire il messaggio dell’opera è stesso lo stesso autore per il quale l’opera permanente Epoteia! ha il compito di «far nascere nello spettatore storie, emozioni, segreti». Al suo fianco ieri l’assessore alla Cultura Annalisa Rabitti che ha sottolineato «come l’opera sia la storia di un incontro tra due mondi apparentemente lontani e come questo lavoro sia stato realizzato nell’ambito del Progetto “B. Diritto alla Bellezza” che vuol favorire l’incontro tra creatività nelle sue diverse forme e la fragilità» assieme al presidente del Consorzio Oscar Romero (che quest’anno compie trent’anni) Valerio Maramotti e il direttore Mimmo Spadoni. Con Maramotti che ha voluto sottolineare come il percorso che ha portato alla realizzazione del grande murale «ha messo al centro l’arte come possibilità di sentirsi tutti attori protagonisti». In realtà i veri protagonisti ieri, oltre all’artista reggiano, sono stati i ragazzi di Nessuno Escluso al centro di «un incontro tra creatività e fragilità che genera nuove opportunità di inclusione sociale», come ha sintetizzato Beniamino Ferrini presidente di K-Lab. e tutor dei ragazzi che hanno ispirato con le loro storie e le testimonianze l’ultima fatica di Hu - Be. —
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