“In me non c’è che futuro” dedicato ad Adriano Olivetti
Lo spettacolo diretto da Gianni Furlani e Mauro Bertozzi domani al Fuori Orario a 60 anni dalla scomparsa dell’imprenditore. Il ricavato andrà ad Apro Onlus
Gattatico. Giovedi 27 febbraio, saranno trascorsi sessant’anni dalla scomparsa di Adriano Olivetti.
Per ricordare questa grande figura di imprenditore illuminato, le Libere Università di Campegine e Gattatico “Il tempo utile aps”, in collaborazione con varie realtà della Val d’Enza organizzano per domani sera (ore 21) al circolo Fuori Orario di Taneto, una replica dello spettacolo “In me non c’è che futuro. Adriano Olivetti”. Il ricavato andrà in beneficenza a favore di Apro Onlus Reggio Emilia. I biglietti si possono prenotare alla segreteria di Apro Onlus (0522/ 295585 o 320/ 9624465).
«Un uomo, da solo, in un buio pomeriggio di febbraio, sale su un treno … si siede in prima classe, riservato, discreto, sfoglia una grande quantità di giornali e riviste che ha portato con sé … davanti a sé il proprio destino, destino che lo ha portato a salire su tanti treni, su tanti aerei, su tante navi … il destino di chi non può fare a meno di andare verso gli altri, verso i propri sogni, le proprie idee, con determinazione e caparbietà, il destino di chi sente dentro di sé l’inderogabile bisogno di andare verso il futuro …» si legge nella presentazione.
Questo spettacolo di teatro civile vuole raccontare di un uomo, un imprenditore che, prima, molto prima di Steve Jobs e del suo discorso agli studenti che suonava più o meno così: «Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Siate affamati, siate folli, perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero», diceva: «Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande».
Questo uomo è Adriano Olivetti, figlio del fondatore della Ing C. Olivetti & C, la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere, che raccolse gli insegnamenti del padre per trasformare la Olivetti in una grande aziendale internazionale, con oltre 70 mila dipendenti in tutto al mondo ma, mettendo sempre al centro, l’uomo.
Uno spettacolo di Gianni Furlani per la regia di Gianni Furlani e Mauro Bertozzi; sul palco Mauro Bertozzi accompagnato dalle musiche originali composte ed eseguite da Riccardo Sgavetti, Tiziano Bellelli, Emanuele Reverberi. Apporti multimediali a cura di Giuditta Mora e Gualtiero Venturelli. —
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