Gazzetta di Reggio

L’Antonio Ligabue di Elio Germano alla 70esima edizione del Festival di Berlino

Andrea Vaccari
L’Antonio Ligabue di Elio Germano alla 70esima edizione del Festival di Berlino

Il film sbarcherà presto in Italia: martedì 25 la prima nazionale al cinema Olimpia di Reggio Emilia, e giovedì 27 l’uscita in tutte le sale cinematografiche

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GUALTIERI. Sono giorni importanti per Gualtieri. Il nome del paese della Bassa e quello del suo più illustre cittadino, Antonio Ligabue, viene infatti riportato alla ribalta nazionale e internazionale grazie al film “Volevo nascondermi”, diretto dal regista Giorgio Diritti, prodotto da Palomar e con Elio Germano a interpretare “Toni”.

Una delegazione gualtierese composta dal sindaco Renzo Bergamini e dagli assessori alla Cultura e al Turismo Mattea Gialdini e Marcello Stecco, partirà alla volta di Berlino per assistere domani, nell’ambito del Festival internazionale del cinema, alla “prima” del film.

A Berlino quella di quest’anno è la 70esima edizione del rinomato Festival, che vede 18 film in concorso per l’Orso d’oro: tra questi anche due pellicole italiane, entrambe con protagonista Elio Germano. Oltre che nei panni di Antonio Ligabue, l’attore romano è protagonista anche di “Favolacce”, dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo. Proprio lo stesso Germano, che raccoglie l’eredità dell’attore Flavio Bucci da poco scomparso (e che a sua volta aveva interpretato Ligabue nello sceneggiato Rai di fine anni Settanta), sarà ospite domenica a “Che tempo che fa” su Rai 2, intervistato da Fabio Fazio in prima serata. Poi, qualche giorno, dopo il film sbarcherà in Italia: martedì 25 la prima nazionale al cinema Olimpia di Reggio Emilia, e giovedì 27 l’uscita in tutte le sale cinematografiche.

“Volevo nascondermi” è un film che si può considerare reggiano a tutti gli effetti non solo per il soggetto e per i luoghi nei quali è stato girato – con la collaborazione delle istituzioni locali e della Regione – ma anche per la casa che lo ha prodotto. La Palomar infatti ha aperto una propria sede anche al Tecnopolo e nei mesi scorsi ha girato in provincia anche la fiction “La guerra è finita”.

In questa pellicola il regista ha scelto come soggetto principale Ligabue in quanto, pur essendo morto quasi sessant’anni fa, la sua epopea è caratterizzata da diversi elementi contemporanei tra cui, in primis, l’essere straniero in una terra straniera. Pur manifestando tutto il proprio disagio nel non essere accettato, Ligabue è riuscito a diventare una figura di cui ancora oggi si parla. La sua è una storia che fa riflettere sulla vita e sulle tante strade che in essa si incrociano e la trama del film ripercorre fedelmente la vita di Ligabue, che approda in Italia dalla Svizzera, dove aveva vissuto un’infanzia difficile.

A Gualtieri nel suo capanno vicino al Po vive in solitudine e sarà l’incontro con lo scultore Marino Mazzacurati a cambiargli la vita, in quanto si riavvicina alla pittura e capisce che l’arte può essere l’unico tramite per costruire la propria identità. Così “Toni”, respinto dagli altri per il suo aspetto e per il suo comportamento, diventa il pittore immaginifico in grado di dipingere tigri e giaguari dalle sponde del Po.

Ma in questi giorni Antonio Ligabue sarà celebrato anche in chiave culturale. Aprirà infatti sabato mattina a Palazzo Bentivoglio, a Gualtieri, la mostra “Incompreso-La vita d Antonio Ligabue attraverso le sue opere”, organizzata dalla Fondazione “Museo Antonio Ligabue” e il Comune di Gualtieri. In Sala Giove sarà possibile ammirare 22 quadri a olio di “Toni”, diverse statue bronzee oltre a documenti inediti e diverse foto risalenti agli anni Cinquanta, scattate dal celebre reporter Walter Breveglieri. —


 

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