Maratona per quartetto d’archi con cinque esibizioni da Roncolo alla Corte Ospitale
Comincia domani l’edizione 2020 della rassegna “Musica da Camera con vista” Il musicologo e direttore artistico Bietti: «Ci concentreremo sui grandi classici»
Compie tre anni e cresce, anzi si moltiplica, “Musica da Camera con vista”, il progetto degli “Amici del quartetto Guido Borciani” che si propone di divulgare e promuovere la musica da camera per quartetto d’archi attraverso formazioni giovanili e, al tempo stesso, di sostenere le valenze turistiche del nostro territorio.
«Per il 2020 le iniziative proposte si concentrano in alcuni fine settimana tra febbraio e marzo, maggio e settembre – sintetizza Fabrizio Fiori, presidente dell’associazione – avremo vere e proprie maratone musicali per cogliere i momenti di approfondimento proposti dalle lezioni-concerto di Giovanni Bietti per seguire, con programmi ed esecutori diversi, lo sviluppo di temi e stili nei vari repertori proposti».
Un’occasione in più per scoprire luoghi del nostro territorio che non sempre pensiamo come collegati all’ascolto della musica e, prosegue Fiori, «per esplorare con noi tra marzo e maggio località d’arte fuori dai confini regionali, in collaborazione con l’Orchestra da Camera di Mantova e con l’associazione Marco Budano».
Il direttore artistico della manifestazione è appunto Bietti, musicologo, pianista, voce conosciuta e molto apprezzata legata anche a Rai Radio3, che ci spiega come la nuova rassegna comprenda cinque imperdibili concerti nel prossimo weekend, da domani a domenica, e altri quattro da giovedì 19 a domenica 22 marzo. «Gli anni scorsi abbiamo affrontato vari autori – racconta il musicista – da Haydn fino a Bartók, mentre nei prossimi concerti invece ci concentriamo maggiormente con i classici: Mozart, Beethoven o Mendelssohn che rappresentano la fase aurea della letteratura quartettistica».
Dopo essersi dedicati agli estremi del repertorio, adesso ne vanno al cuore: «Nel procedere con le presentazioni farò una riflessione riguardante lo stile di ciascun brano, inquadrandolo all’epoca di composizione soffermandomi su cosa vuole dirci».
Domani alle 20.30 alla Corte Ospitale di Rubiera il Quartetto Noûs, una delle migliori formazioni italiane di oggi, presenta due quartetti di Šostakovič praticamente opposti: il n. 7, percorso da un’espressività spensierata, e il n. 8, caratterizzato da contrasti brani dolorosi.
«Viene presentato dall’autore come un elogio funebre di se stesso – prosegue Bietti – completa il Quartetto n. 1 op. 59 di Beethoven, un autentico monumento scritto per questa formazione».
Dall’ampiezza di questi brani alla forma quasi aforistica di quelli di sabato alla chiesa di Roncolo di Quattro Castella), alle 17.30, con il “Quartetto Eos” alle prese con l’op. 77 n. 1 Haydn, l’op. 95 di Beethoven e i Tre pezzi di Stravinskij.
Nel primo concerto di domenica il Quartettocmantova al Palazzo delle Bonifiche, alle 18, suona invece il primo e l’ultimo quartetto di Beethoven (l’op. 18 n. 1 e l’op. 135), un’occasione per capire la sua straordinaria evoluzione stilistica.
Oltre al Quartetto n. 9 di Šostakovič il Quartetto Noûs, di scena anche domenica alle 21 nella sala Bruno Casini (Made Scandiano), si cimenta con l’op. 130 «del genio di Bonn che con i suoi sei movimenti esplora mondi completamente diversi tra loro – conclude il musicista – e nella più visionaria di tutte le composizioni c’è tutto: la vocalità italiana, la danza popolare alla tedesca, ripensamenti sottilissimi della tradizione classica… troviamo la rappresentazione di un mondo attraverso i suoni in una sola composizione».
Per informazioni e prenotazioni chiamare il numero 348/4419400. —
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