Gazzetta di Reggio

L’iniziativa 

“L’orto underground” al Gerra alla riscoperta delle radici

“L’orto underground” al Gerra alla riscoperta delle radici

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REGGIO EMILIA. “Scelte radicali - l’orto underground”, il 19° evento organizzato dagli Orti di Santa Chiara (Anna e Gian Franco Gasparini i coordinatori del Gruppo) per domani alle 16 allo Spazio Gerra, affronta un tema per molti aspetti sconosciuto. La notorietà delle poche radici che consumiamo come le carote, i ravanelli, il sedano rapa, la rapa rossa, ci porta a pensare che le radici commestibili non siano tante. Il botanico Villiam Morelli ci spiegherà che l’orto underground è sorprendentemente popolato di centinaia di varietà di radici, vera miniera di valori alimentari e gastronomici. Quando si parla di identità, geo-politica e culturale le radici sono una metafora inevitabile e perfetta per esprimere una sintesi di significati complessi. Le radici culturali e il radicamento sul territorio di chi vive dove è nato, sono il contraltare allo sradicamento traumatico di chi è costretto a partire. Ma anche chi decide di partire per inseguire i propri sogni prima o poi si ritrova a fare i conti con le sue radici dalle quali è impossibile liberarsi. Massimo Montanari, professore ordinario dell’Università di Bologna, storico dell’alimentazione, nelle sue considerazioni si manterrà in bilico tra le radici identitarie e quelle mangerecce che spesso coincidono. Guardando le radici nel loro aspetto botanico, Vincenzo Bigliardi, agronomo specializzato in scienze forestali, tratterà delle radici viste nel loro insieme, una comunità che regala stabilità al mondo vegetale. Se è vero che la globalizzazione ha diffuso nel mondo molte preparazioni locali come la pizza, la pasta, il sushi, l’hamburger, il kebab, la stessa cosa non è avvenuta per le ricette a base di radici, come le preparazioni a base di manioca, fondamentale delle aree calde del mondo, praticamente sconosciute nel resto del mondo. Anche gli assaggi offerti durante l’evento non saranno quello che ci si può aspettare, ma poi che cosa ci si può aspettare se si pensa a dei cibi a base di radici? —

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