Gazzetta di Reggio

IL PROGETTO 

“Giovane fotografia italiana” a caccia di talenti tra i 259 candidati scelti sette artisti under 35

Cristina Fabbri
“Giovane fotografia italiana” a caccia di talenti tra i 259 candidati scelti sette artisti under 35

Saranno in mostra ai Chiostri di San Domenico dal 17 aprile al 24 maggio: “Reconstruction” il tema dell’ottava edizione 

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REGGIO EMILIA. Sette artisti under 35 esporranno a Reggio in occasione di Fotografia Europea (dal 17 aprile al 24 maggio). Si tratta di Domenico Camarda, Irene Fenara, Alisa Martynova, Francesca Pili, Vaste Programme (collettivo composto da Leonardo Magrelli, Alessandro Tini, Giulia Vigna), Martina Zanin, Elena Zottola. I fotografi sono stati selezionati dalla giuria internazionale composta dai rappresentanti dei festival partner: Carine Dolek di Circulation(s) - Festival de la jeune photographie européenne di Parigi, Chiara Fabro - Festival Panoràmic di Granollers (Barcellona) e Shoair Mavlian - Brighton Photo Biennal, oltre che dai curatori Ilaria Campioli e Daniele De Luigi. . I loro scatti sono stati scelti per “Giovane Fotografia Italiana”, il progetto promosso dal Comune di Reggio con Gai - Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani, dedicato alla scoperta e valorizzazione dei migliori talenti della fotografia italiana contemporanea under 35, italiani o stranieri, attualmente residenti nella nostra nazione.

Tema di questa ottava edizione sarà “Reconstruction”. La fotografia – secondo il concept della mostra– nata per riprodurre fedelmente la realtà, può invece prendere parte ai processi conoscitivi non solo rappresentando il visibile, ma anche, a partire da esso, ricostruendo il reale nelle sue multiple dimensioni attraverso l’immaginazione. La fotografia può ricostruire ciò che è nascosto o irraggiungibile, può ricomporre la complessità dai frammenti, ricreare il passato, ma anche contribuire alla ricostruzione di un’idea di futuro per il mondo.

Questa mostra collettiva si terrà ai Chiostri di San Domenico, durante Fotografia Europea. I giovani fotografi sono stati selezionati tra i 259 candidati, pervenuti da tutta Italia, compresi cittadini stranieri attualmente residenti nel nostro Paese (Bangladesh, Belgio, Cina, Colombia, Francia, Grecia, Iran, Spagna, Russia, Ucraina).

Domenico Camarda (La Spezia, 1990) con “Liquido” riflette sul concetto di identità che, come la realtà stessa, si è moltiplicato ed espanso, lasciando spazio ad un mondo dove la fissità è sostituita da una varietà di forme possibili. Irene Fenara (Bologna, 1990) con “Three thousand tigers” evidenzia come la tecnologia cambi la percezione del mondo. Partendo dalle immagini di un animale in via d’estinzione come la tigre, l’artista crea con un algoritmo nuove visioni che sottolineano la distanza tra noi e la realtà. “Nowhere near” di Alisa Martynova (Orenburg, Russia, 1994) tenta di ricostruire l’immaginario di chi ha deciso di lasciare la propria terra d’origine e ciò che resta nel mondo interiore del sogno di una vita diversa, una volta raggiunta la meta. Francesca Pili (Benevento, 1986) con #Abruxaus denuncia con amara ironia la piaga degli incendi dolosi che affliggono la Sardegna così come molte altre aree del pianeta, offrendo una riflessione sul controverso rapporto tra uomo e natura sottomesso alle logiche di consumo. Con “The Long Way Home of Ivan Putnik, Truck Driver” il collettivo Vaste Programme (Giulia Vigna, Latina, 1992; Leonardo Magrelli, Roma, 1989; Alessandro Tini, Roma, 1988) indaga i meccanismi e il ruolo delle immagini presentando l’archivio fotografico di Ivan Putnik, un camionista russo che attraversa l’intera Siberia alla guida di un camion, dando vita ad una narrazione a cavallo tra i generi classici dell’album fotografico, del diario di viaggio e della “verofiction”. “I made them run away” di Martina Zanin (San Daniele del Friuli, 1994) è una storia a più livelli che attraverso immagini e testi epistolari indaga le dinamiche delle relazioni moderne mettendo al centro temi come l’amore, la fantasia, l’illusione, l’identità. “The creation of the world is an ordinary day” di Elena Zottola (Maratea, 1995) è un’opera-performance nata in Estonia concretizzatasi nella cartolina d’artista. Ispirato da un antico racconto baltico sull’origine del mondo, il progetto fotografico è il tramite per la formulazione di un nuovo racconto multiculturale e collettivo, privo di qualsiasi barriera di linguaggio, di forma o contenuto.

Durante le giornate inaugurali del festival (17-19 aprile)gli artisti condurranno visite guidate e racconteranno il loro lavoro ai tanti appassionati in conferenze ed incontri. Inoltre al vincitore tra i sette artisti verrà attribuito il premio Giovane Fotografia Italiana di 4mila euro. —

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