Franzetti: «Là, per i giovani, la musica è l’alternativa al nulla»
Il violoncellista che insegna al Peri è appena tornato da Caracas: «Il mio ruolo di insegnante è contribuire a renderli liberi»
REGGIO EMILIA. «Era la prima volta che tornavo in Venezuela dopo più di dieci anni, quando vi andai con Claudio Abbado, Francesco Senese ed Alessio Allegrini per preparare l’esecuzione della Sinfonia n.4 di Mahler. Da allora la realtà del Sistema l’ho avuta sempre nel cuore».
Immediata, efficace, potente la riflessione del violoncellista Luca Franzetti appena tornano da Caracas dove oltre a tenere delle lezioni, ha suonato e diretto l’Orchestra Teresa Carreño nel Concerto di Dvorak e nella Sinfonia n.7 di Beethoven. «Adesso bisogna andare là nonostante Maduro, la morte di Claudio e quella di Abreu. Quando mi immergo in quella realtà capisco gli scopi dell’essere musicista che sono anche quelli di aiutare la gente secondo il pensiero di Abreu. Lui non aveva moglie ma 500 mila figli cioè tutto El Sistema, che sta resistendo. Il motivo è semplice: Abreu che all’epoca era ministro dell’economia l’ha istituito e protetto con un articolo della costituzione».
La veemenza con la quale Franzetti racconta la sua esperienza è pari a quella di un provetto attore di teatro che però non sta recitando. Così racconta del fatto che la musica per alcuni è un’alternativa all'inferno, quindi delle condizioni difficili per lo studio dal momento che a volte quei giovani non possiedono lo strumento: «Ci possono essere tre allievi con un violoncello solo che fanno a turni per studiare. Adesso là è tutto più difficile ma l’entusiasmo è sempre immenso e soprattutto i risultati sono ancora più sorprendenti. Pensando ai quatto elementi aria, acqua, terra e fuoco, li collego ai diritti umani: se uno di questi manca uccidiamo l’uomo. Si dà il caso che il fuoco sia la cultura: per questo è un diritto dei cittadini e un dovere da parte dello Stato».
In Venezuela Franzetti ha suonato e diretto l’Orchestra Sinfonica (Concerto di Haydn e Serenata di Čajkovskji), una compagine fuori dal Sistema che sta letteralmente morendo Ma Franzetti vi ritornerà in giugno e in ottobre, mentre in settembre andrà in Palestina sulla striscia di Gaza per una Masterclass con il Galilee Quartet dei fratelli Saad che frequentano l’Istituto musicale Peri; la scuola si sta adoperando, tramite Franzetti, ad invitare per studio un eccellente violista. «È impressionante – spiega – rendersi conto che quando non c'è più niente rimane la musica: per chi vive in Venezuela è una questione di riscatto, di mezzi che stanno acquisendo per essere liberi per cambiare anche il loro paese. E il mio ruolo di insegnante è di contribuire a farli liberi. Un musicista di 50 anni sarebbe uno stupido se perdesse questa occasione. D’altra parte là mi ricarico, smetto di fare il musicista e comincio a “essere” musicista». —
G.B.
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