Le opere naif di Rovesti in giro per l’Italia prossima tappa Genova
Ha riscosso successo tra il pubblico la mostra che si è svolta all’interno del castello baronale di Minturno, in provincia di Latina, dedicata alle opere del pittore naif di Gualtieri Bruno Rovesti. Considerato uno dei più autentici rappresentanti del naifismo italiano, Rovesti – morto a 80 anni nel 1987 – venne scoperto alla fine degli anni Quaranta da Marino Mazzacurati, lo stesso che aiutò nientemeno che Antonio Ligabue a divulgare la propria arte. La mostra è stata curata dal nipote di Rovesti, Sergio, e da David Melis, con la partecipazione del critico Ivan Caccavale e del gallerista Cristiano Tomassi, e si intitola “Novecento”, il secolo che ha visto il pittore gualtierese creare la propria produzione, caratterizzata dai classici temi naif, in particolare legati alla vita contadina ma anche ai paesaggi, sempre rappresentati con colori sgargianti.
L’intenzione della famiglia Rovesti, che per curare l’ampia produzione del pittore ha creato l’omonimo archivio, è quella di tornare a diffondere il nome dell’artista anche al di fuori dei confini padani dove è stato unanimemente considerato il primo, vero naif.
La vicenda umana e artistica di Rovesti si lega a doppio filo con Gualtieri, paese dove l’artista è nato e vissuto. Davanti ai suoi dipinti si respira la sincerità di un uomo che cerca di comprendere – e raccontare – quello che sta intorno a lui, o che ha visitato in qualche parte del mondo (o della sua fantasia). Sulle sue tele scorrono persone, intente alle più varie occupazioni di lavoro o di svago, oltre che animali domestici, pesci, uccelli che volano nel cielo, case ed edifici, strade, ponti e piazze, alberi spogli che esibiscono le loro radici fuori dalla terra e tronchi tagliati come se fossero arti umani. Ma anche, in tanti dipinti, una vegetazione lussureggiante che tutto assedia e che ovunque cresce, con gli stessi alberi che assumono le sembianze di fiori dai colori vivacissimi.
Ogni opera di Rovesti è accompagnata, sul retro, da una fitta narrazione di ciò che lui voleva rappresentare, tra ricordi e rimandi che portano nei luoghi e nella lingua della Bassa reggiana. Tra le tante curiosità, anche il fatto che uno dei suoi quadri sia stato scelto per l’etichetta di un vino, prodotto da una cantina veneta. Quella di Minturno è la prima di una serie di mostre che porteranno le opere dell’artista gualtierese in giro per l’Italia. Tra giugno e luglio si terrà a Genova un’esposizione con numerosi quadri sul tema, in particolare, dei “paesaggi atomici” tanto cari a Rovesti, mentre in autunno, tra settembre e ottobre, è in programma una mostra a Caprino Veronese. Per informazioni è possibile consultare il sito www.brunorovesti.it e, nel caso si vogliano autenticare le sue opere, scrivere all’indirizzo mail info@brunorovesti.it —
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