Murubutu e i suoi “RAPconti illustrati”
La nuova proposta dell’artista: rappresentare sul palco il libro insieme al disegnatore Roby il pettirosso
REGGIO EMILIA. Affinità elettive su carta, parole e palchi. Poche settimane fa, prima che la tempesta Coronavirus rallentasse ogni mossa, ha mosso i primi passi la nuova proposta di Murubutu, nome d’arte del rapper reggiano Alessio Mariani, uno dei migliori autori di testi della musica italiana degli ultimi quindici anni, seguitissimo ed amatissimo da generazioni anche molto lontane fra loro.
A febbraio è uscito “RAPconti illustrati”, il suo primo libro, un volume illustrato pubblicato da BeccoGiallo e realizzato assieme a Roby il pettirosso, alias utilizzato dal disegnatore Ernesto Anderle.
Da tempo Murubutu e Roby collaborano attivamente, in tante date dal vivo l’artista grafico ha accompagnato musica e basi con i suoi “live paintings”, disegni dipinti in diretta usando penne digitali e schermi di proiezioni.
Un flusso che si unisce a quello generato da Mariani e dai suoi compagni di concerti generavano. Da quelle prime esperienze si è arrivati al volume, in cui Anderle offre le sue interpretazioni di parecchi brani di Murubutu, spaziando fra suggestioni diverse: in alcuni casi ci si trova di fronte a vere storie, in altri il contenuto è asciugato in un’unica immagine. Ora è il momento di uno spettacolo dedicato a questo rapporto, un’esibizione in cui Murubutu, la cantante Dia e Roby il pettirosso rivisitano on stage le stesse canzoni contenute in “RAPconti illustrati”.
Dopo l’esordio avvenuto a Bologna, una delle date più attese era quella casalinga, fissata per il prossimo 4 marzo al circolo Arci Rondò di Cavazzoli.
La tappa per ora è in sospeso, sempre per le questioni sanitarie, ma il lavoro fatto rimane, e le occasioni in zona per vedere insieme Murubutu e Roby non mancheranno di certo.
Cominciamo dalla genesi del tutto?
«Il rapporto fra me ed Ernesto è sempre stato di grande affinità, lui è prima di tutto un mio fan e conosceva già le mie canzoni quando ci siamo conosciuti. Da lì è nata la voglia di collaborare insieme e c’è sempre stata la più completa sintonia – racconta Mariani –. Anche quando si è trattato di scegliere i brani da inserire nel libro, ci siamo trovati sempre sulla stessa prospettiva. L’idea originaria era di Ernesto, lui voleva concentrarsi soprattutto sulle canzoni d’amore, in un secondo momento sono stato coinvolto anche io per valutare le proposte e c’è stata anche qui la più completa sintonia. Il fatto che Ernesto mi seguisse già prima ha aiutato, lui infatti conosceva già bene il mio mondo, sono molto contento del risultato e adesso vorremmo davvero presentarlo dal vivo, nello spettacolo in cui sul palco siamo solamente io, lui e la cantante Dia, senza dj, semplicemente con le basi registrate».
Un approccio sembra di capire molto rigoroso.
«Seguiremo i tempi e le scansioni delle basi, senza grandi variazioni. La selezione contiene estratti dai dischi che ho inciso in proprio in oltre dieci anni, canzoni che Ernesto già interpretava dal vivo. Il suo lavoro con i live paintings è poi servito come base per i disegni contenuti nel volume, in diversi casi almeno. Ci sono visioni molto diverse, per approccio e lunghezza, credo che lui sia sempre riuscito a cogliere le mie intenzioni e a scegliere l’approccio giusto».
Ora si resta in attesa di poter vedere il risultato della messa in scena in formato live, dopo i blocchi di una situazione paradossale, che magari diventerà spunto di narrazioni future, in tutto il globo.
«È davvero tutto surreale, e mi interrogo su questa situazione di emergenza, mi chiedo se sia più un’emergenza sanitaria o piuttosto un’emergenza mediatica, ci sono tanti elementi che paiono non combaciare, forse capiremo più avanti cosa sia davvero accaduto». —
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