Il reggiano che ha riscoperto l’Appia
Il regista Scillitani ha percorso con Rumiz l’antica strada da Roma a Brindisi: ora nascerà un cammino finanziato dal Ministero dei Beni Culturali
REGGIO EMILIA. hanno percorso a piedi i 600 chilometri che uniscono Roma a Brindisi, seguendo e spesso riscoprendo, la via Appia, la “Regina Viarum”, la madre dimenticata di tutte le strade europee. I protagonisti del viaggio, realizzato nel 2015, sono «quattro matti a piede libero». Il giornalista e scrittore Paolo Rumiz, il regista reggiano Alessandro Scillitani, lo scopritore di vie Riccardo Carnovalini (che ha avuto il compito di tracciare il cammino) e Irene Zambon «che ha reso lieve alla pattuglia la logistica della trasferta».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:tempo-libero:1.38588101:Video:https://video.gazzettadireggio.gelocal.it/locale/la-grande-bellezza-della-via-appia-nello-spot-del-regista-scillitani/125687/126195]]
20 MILIONI SUL TAVOLO
È notizia di questi giorni che il Ministero dei Beni Culturali ha deciso di investire 20 milioni di euro per recuperare il cammino della Via Appia e renderlo fruibile. «Quando iniziammo il viaggio – ricorda Scillitani, che dal 2011 partecipa alle imprese di Rumiz e le documenta – in tanti ci chiesero cosa andavamo a fare, quasi fossimo dei matti. Sembrava un’idea strana». E per certi versi lo era, perché di quell’antica strada si erano perse in parte le tracce. E perché, in assenza di un cammino separato dalla carreggiata, c’era il rischio di finire travolti.
ESPLOSIONE DI CREATIVITA'
Quell’esperienza straordinaria, attraverso città dal cuore antico e paesaggi incantevoli in Lazio, Campania, Basilicata e Puglia, è stata particolarmente feconda: dopo essere stata raccontata in anteprima su Repubblica ha prodotto un libro (“Appia”, edito da Feltrinelli), un film di Scillitani, una mostra fotografica e uno spettacolo teatrale.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.38587897:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.38587897:1649791797/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Una riscoperta in grande stile che ha spinto il ministero dei Beni Culturali a dare seguito al sogno di quel manipolo di sognatori. «Una piacevole sorpresa che sconfessa i luoghi comuni sull’immobilismo dei ministeri - commenta Scillitani - Fin da subito è stata colta l’importanza di quello che stavamo facendo. La cosa importante è che la Via Appia è stata riconosciuta come un monumento unico e questa è una novità. Il progetto avrà inoltre una regia unica, in grado di coordinare i diversi interventi necessari per realizzare un cammino».
UN GRANDE RITORNO
Mercoledì 4 marzo il progetto è stato presentato nella Sala della Crociera del Collegio Romano, nella Capitale. Per l’occasione è stato proiettato un video di Scillitani.
Nel filmato si ascoltano parole suggestive. «Il ritorno della grande diagonale del Mediterraneo - racconta la voce narrante - un milione di passi da Roma a Brindisi che dopo decenni di oblio ritornano percorribili restituendo finalmente alla res publica un bene dimenticato. Un monumento, un mito, una linea che non finisce ma porta niente meno che alla Via della Seta. Il sogno di un cieco, Appio Claudio, che dopo ventitré secoli ridiventa realtà, strada, cammino».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.38587896:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.38587896:1649791797/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
L’iniziativa entra ora in una nuova fase con l’aggiudicazione del bando per l’elaborazione del progetto esecutivo. Molti i punti di forza, a partire dalla natura del cammino che fa dell’Appia il primo cammino nazionale laico a matrice culturale lungo circa 600 km in 29 tappe.
IL SIGILLO DEL CAMMINO
Già realizzato il sigillo del cammino, ideato dal calligrafo Pietro Porro, un monogramma alfabetico a doppia “A” che segna la via numero uno del mondo antico con due linee prospetticamente convergenti come una strada che punta sull’orizzonte. Il monogramma, trasposto su timbro, verrà apposto sui pani, cibo proprio della cultura italiana e in particolare delle regioni attraversate dall’Appia.
«Il nostro viaggio ha cambiato la realtà – ha detto Rumiz nel corso della presentazione – e ha sprigionato una potente energia civica, che sarà un grande elemento di unità di questa operazione di democrazia diretta che permetterà di vivificare un percorso straordinario, fatto di storia, civiltà, cultura e archeologia».
Nella loro marcia i camminatori hanno incontrato la grande bellezza italiana, ma anche l’incuria e l’abbandono. Il loro sogno non era quello di lanciare una moda o ispirare una vuota iniziativa di marketing territoriale.
Il gruppo di camminatori ha promosso una grande iniziativa culturale, una sfida che ora il Ministero dei Beni Culturali ha raccolto e di cui Rumiz e gli altri saranno garanti. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
