Gazzetta di Reggio

I Capolavori della Letteratura griffati Disney in edicola con la Gazzetta

I Capolavori della Letteratura griffati Disney in edicola con la Gazzetta

Sono in tutto 40 volumi che portano la firma di Guido Martina in edicola. Si parte con due titoli: “Paperino. Il conte di Montecristo” e “L’Inferno di Topolino” 

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REGGIO EMILIA. Guido Martina era un torinese dai molti talenti, intellettuale, professore, corrispondente da Parigi per la Gazzetta del Popolo. Nel Dopoguerra, per una serie di circostanze non strane in quell’epoca ricca di opportunità, si ritrovò in Mondadori a tradurre le storie di Paperon de Paperoni firmate dall’allora sconosciuto Carl Barks. Poi si ritrovò, primo italiano, a scriverle quelle storie, mettendoci dentro il gusto per l’avventura, per la satira, per la cultura classica.

Guido Martina è stato uno dei più grandi autori delle cosiddette parodie Disney, che mettono in scena, interpretate da paperi e da topi, una serie di graphic novel ante-litteram ispirate alle opere dei più grandi autori: a partire da Dumas a Dante Alighieri, da Alessandro Manzoni per arrivare ai russi. Un’idea assolutamente rivoluzionaria ma soprattutto dal profondo valore culturale.

Sono i Capolavori della Letteratura Disney, una collana di 40 volumi che la Gazzetta manda in edicola a partire da oggi, sabato 14 marzo (1 euro e 90 il primo volume, 7,90 i successivi).

Ad aprire la serie, non a caso, due lavori fondamentali di Martina: “Paperino. Il conte di Montecristo” del ’57, con i disegni di Luciano Bottaro, e “L’Inferno di Topolino” del ’49, illustrato da quell’Angelo Bioletto che era stato l’illustratore italiano più noto dagli anni ’30 agli anni ’50 (suoi, tra gli altri, i Moschettieri di Nizza e Morbelli, con l’introvabile Feroce Saladino).

L’Inferno, che accompagna i fumetti con una lunga serie di terzine metricamente perfette, è un’opera che dimostra come già settant’anni fa gli autori di Topolino avessero un doppio registro di scrittura: uno per i bambini e uno per i genitori che acquistavano il giornalino ai figli.

L’abilità di Martina è quella di rendere accessibili ai canoni Disney anche le parti più scabrose della Commedia. Senza sconti per nessuno, giocando con testi e parole per far ridere i bambini e strizzare l’occhio ai grandi che Dante lo hanno letto davvero.

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