I C.S.I. tornano in vetta alle classifiche dei dischi più venduti con due album storici
Nell’ultima settimana “Tabula Rasa Elettrificata” è quarta Al primo posto “Dark side of the moon” dei Pink Floyd
Di nuovo in alto nelle classifiche. Queste stranissime settimane hanno regalato improvvise soddisfazioni ad uno dei principali progetti musicali reggiani degli ultimi trent’anni, i C.S.I. Consorzio Suonatori Indipendenti, nati dalle ceneri dei Cccp di Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni. Con loro, all’epoca, una talentuosissima delegazione toscana del giro Litfiba, con Gianni Maroccolo, Francesco Magnelli e Giorgio Canali, romagnolo a lungo attivo a Firenze.
Le classifiche di vendita ufficiali della fine di febbraio e dell’inizio di marzo hanno rimandato in alto diversi dischi figli di quell’esperienza difficile da ripetersi, per incastri umani ma prima di tutto per l’elevatissima qualità della proposta musicale. Nella settimana a cavallo fra i due mesi, i C.S.I. hanno messo due album nei primi tre posti, “Linea gotica” del 1996 al primissimo posto e “Tabula Rasa Elettrificata” del 1997 al terzo. In mezzo, in uno strambo incastro, un altro album con parecchia strada alle spalle, “Destinazione Paradiso” di Gianluca Grignani, anche questo rispuntato dagli anni ’90. Solo alla quarta piazza è poi arrivata una novità, “Dna” di Ghali, seguita alla quinta posizione dal disco di Ozzy Osbourne. Ancora meglio è andata nei vinili, grazie all’uscita di alcune ristampe in vinile del repertorio classico dei C.S.I.
Per molti appassionati il “disco” rimane il formato prediletto, e quello con le migliori performance sonore, e gli acquisti in questo senso possono aver fatto da traino alla cifra complessiva certificata dalla classifica ufficiale della Fimi Federazione dell’industria musicale italiana.
Il periodo dal 6 al 12 marzo è stato ancora più particolare, segnato dall’inizio dei provvedimenti restrittivi che hanno costretto in casa tantissimi ascoltatori, pronti a fare ordini su ordini. Quasi inevitabile un balzo verso il passato, verso i grandi classici radicatissimi nella memoria collettiva sempre al centro di ristampe anche piuttosto costose. Anche qui i C.S.I. hanno tenuto, la stampa in vinile di “Tabula Rasa Elettrificata” è al quarto posto in una graduatoria divisa fra qualche proposta più recente e i giganti veri: al primo posto è tornato “Dark side of the moon” dei Pink Floyd. Che sono anche al quinto posto con “The wall”, altra opera ben incisa nella memoria culturale collettiva occidentale. Ottavo, poi, è un’altra uscita che la storia l’ha fatta per davvero, “Nevermind” dei Nirvana, l’album che più che tutti generò l’esplosione del grunge nel 1991.
Certo oggi i dati non sono più quelli dei tempi dorati dello scorso millennio, ma si tratta comunque di numeri non usuali, che hanno regalato soddisfazione ai protagonisti dell’epoca C.S.I. Con il Consorzio si parla comunque di una band molto amata e molto mitizzata, che negli anni ha regalato sorprese commerciali non da poco. Tutti i dischi anni ’90 hanno ottenuto vendite massicce e “Tabula Rasa Elettrificata” è tutt’ora ricordato per il primato ottenuto nel 1997, in un’era geologica diversa, ancora dominata dai duelli del britpop fra Oasis e Blur. Lo zoccolo duro C.S.I., all’epoca, rispose in massa alla pubblicazione e con 50mila copie vendute spedirono il disco in vetta alla classifica, sbalzando proprio gli Oasis. Un’altra vita. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
