Gazzetta di Reggio

Raccolta fondi 

Lezioni di chitarra in diretta con Alex Britti su Instagram

Piero Negri

3 MINUTI DI LETTURA





Piero Negri

ROMA

Il poster di Jimi Hendrix alle spalle, la Gibson Les Paul tra le mani, Alex Britti dà lezioni di chitarra in diretta su Instagram da casa sua, in quella parte di Roma che va verso il mare. «È una scusa per stare insieme. È un telefono amico, quasi più per me che per gli altri. Chi fa il mio mestiere deve intrattenere il pubblico, ma in questo periodo anche noi abbiamo bisogno di essere intrattenuti». L’appuntamento è per lunedì, mercoledì e venerdì alle 17 dal profilo Instagram @alex_britti, all’insegna del #iodonodacasa e del numero 45527, messo a disposizione dall’Associazione Nazionale Italiana Cantanti, che raccoglie fondi per aumentare i posti letto rianimazione per l’emergenza Coronavirus dell’Ospedale Niguarda di Milano. L’idea nasce da cinque siti di informazione musicale che si sono alleati per unire le forze della scena nazionale in queste settimane di inattività forzata. «Se fossi stato solo – racconta Britti – avrei approfittato di questa strana occasione per leggere, guardare film e suonare la chitarra. Invece ho un bambino di due anni e mezzo, Edoardo, che dopo una settimana a casa comincia a farsi domande: perché non vado a scuola? Perché non mi porti al parco? Perché non vedo i nonni? In un modo molto meno disperato mi sento come il papà di “La vita è bella”, cerco tutti i giorni di dargli un po’ di normalità inventando giochi in casa o nel piccolo giardino che abbiamo».

A gennaio, Britti ha fatto uscire una canzone, “Brittish”, a cui ha lavorato con Salmo e Dj Gengis. Poi è arrivato il maledetto virus, che ha fermato la musica. «Ma io ora sono indipendente – dice – ho una mia etichetta e rispondo solo a me stesso. Dopo questo singolo, ne ho un altro pronto che volevo pubblicare prima dell’estate. Il disastro vero è quello della musica dal vivo. C’è chi pensa: i cantanti sono ricchi, che gli importa? Ma non è proprio così. Intanto, i cantanti sono ricchi se suonano. Se non suonano… Poi per fare un concerto ci vogliono i musicisti, i fonici, i facchini, gli elettricisti, quelli che fanno le pulizie, chi ha il bar, chi fa il catering, le magliette, i panini, gli attrezzisti che montano il palco, quelli dell’impianto voci. Molti di questi, se stanno fermi, non hanno da vivere. È un problema grande».

Per fortuna c’è la chitarra a riempire le giornate. «Sì – ammette – anche se il mio rapporto con lo strumento oggi è più intellettuale. Da ragazzo la suonavo tutto il giorno in camera mia, con il poster di Edoardo Bennato sulla parete. Suonavo e studiavo, suonavo e studiavo. A un certo punto il poster è diventato quello di Santana. E lì ho cominciato a percepire lo strumento in un altro modo. Poi, quando cresci, la chitarra la suoni con la testa, non con le mani». Ma chi è chiuso in casa e segue le sue lezioni, può diventare come Alex Britti? «Certo che abbiamo un tempo a disposizione che prima non avevamo. E se uno sta per un mese tutto concentrato sulla chitarra, senza figli da distrarre, ne esce fuori che è Jimi Hendrix». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google