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Annalisa posticipa il nuovo album «Cambiato il modo di leggere i brani»

Luca Dondoni
Annalisa posticipa il nuovo album «Cambiato il modo di leggere i brani»

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Luca Dondoni

MILANO

«Houseparty è un singolo che ho scritto qualche mese fa e con la diffusione di una delle app per creare videochat di gruppo, è diventato super attuale. Per questo ho chiamato la mia casa discografica e li ho convinti a pubblicarlo».

Dal suo bel terrazzino davanti al mare di Savona, Annalisa si collega con noi usando appunto la app Houseparty, che insieme a Zoom e poche altre è diventata un must di questa quarantena.

La canzone è gioiosa e prodotta da Michele Canova, racconta benissimo il momento che viviamo con il desiderio di trovare modi alternativi per stare insieme.

«Entro i muri delle case si aprono microcosmi che abbiamo voglia di condividere ed è per questo che canto: nel cortile di casa, i colori di Rio De Janeiro sono sempre stati lì, ma io non li vedevo. Ora li vedo benissimo».

La cantautrice ha deciso di posticipare l’uscita del nuovo album.

«La nuova data è il 18 settembre e ho posticipato anche “Il Party sulla luna”, la festa/concerto al Fabrique di Milano. Si farà, ma il 22 ottobre».

Annalisa, com’è la sua routine quotidiana?

«Mi sveglio, faccio colazione sul terrazzo, poi cucino, scrivo, provo, mi immagino quello che sarà dopo, poi dischi e serie tv. Sto guardando Tiger King, ho finito The Sinner e le stagioni di Vikings».

Quello che sta succedendo le farà rivedere i testi di alcune canzoni dell’album?

«Riascoltando i pezzi, è cambiato il modo di leggerli. Contemporaneamente questo periodo mi sta dando sensazioni nuove e sì, viene voglia di aggiungere qualcosa, anche se in realtà l’album era pronto da un po’ e anzi c’erano anche canzoni in esubero».

Ci saranno duetti?

«Qualcosa c’è, ma sarà una sorpresa. Tra l’altro J-Ax è appena uscito con Supercalifragili e ci sono anche io nei feat».

Tra settembre e ottobre molti pubblicheranno brani dove si parlerà del lockdown. Non pensa che ci si possa trovare di fronte a una valanga di concetti ripetuti?

«Questa tematica può essere vista in tanti modi, io ho canzoni che ne parlano e altre che ne fanno riferimento. Quando si è davanti al foglio bianco ci si mette a nudo, ma quelli che faranno una scelta ruffiana li annuseremo da un metro di distanza».

Ha ascoltato cosa ha detto Tiziano Ferro sui live in Italia da Fabio Fazio?

«Ha fatto bene e trovo senza senso criticarlo. In tanti fanno fatica a percepire lo scoramento delle migliaia di persone che lavorano con gli artisti. Lui, Vasco Rossi, Cremonini avranno probabilmente meno problemi ma c’è chi, e mi ci metto anche io, dovrà fare degli sforzi in più».

Crede che l’attuale stop ai concerti porti a un ritorno dell’acquisto dei dischi?

«Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, auspico un re-innamoramento per l’album, che con lo streaming si era un po’ perso. Sì, potrebbe succedere». —

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