“Perdonare”, scritto da Nek insieme al reggiano Carboni
L’autore di casa nostra spiega la genesi del singolo: «È nato diversi mesi fa ma, essendo un brano di speranza, era giusto farlo uscire in questo momento»
REGGIO EMILIA. Dice così: «Rialziamoci da terra, ripartiamo da qui, se ancora due destini dicono di sì. Lo so che cambierà, cambierà e se cambierà amare è perdonare, perdonare». È perciò un testo ricco di speranza, di voglia di partire, che invita tutti a rimettersi in gioco, a non arrendersi. È un testo scritto diversi mesi fa, quando ancora non c’era il Coronavirus. Ma oggi suona (e risuona in radio) come un appello a guardare avanti. È il nuovo brano di Nek che vede lo zampino dell’autore reggiano Valerio Carboni.
Dal titolo “Perdonare”, è uscito il 10 aprile e farà parte dell’album di prossima uscita “Il mio gioco preferito parte seconda”. Distribuito da Warner Music Italy, è scritto dallo stesso artista insieme a José Louis Pagan, Diego Cantero, appunto da Valerio Carboni e Giulia Anania.
Come ci spiega Valerio, «questo pezzo è nato diversi mesi fa. Inizialmente in spagnolo. Perché era la lingua che ci permetteva di comunicare e di scrivere tutti insieme. Poi, a un certo punto, la canzone è rimasta un po’ ferma lì. Finché è subentrata Giulia Anania, scrittrice di testi italiana molto importante, che ha modificato il testo in italiano. Nel frattempo, con Filippo ho lavorato alla struttura della canzone per poi passare tutto a Luca Chiaravalli, suo attuale produttore».
La decisione di farlo uscire di questi tempi è un po’ controcorrente, molti progetti musicali si sono infatti fermati: come ha dichiarato lo stesso Nek in diverse interviste, l’idea di farlo uscire in un momento di “sofferenza” del mercato discografico e musicale, è voluta. «Stavo registrando un disco e mi sono fermato quando è cominciato tutto questo, perché mi sembrava dura andare avanti e muovere una macchina complessa, un motore difficile da far girare, in questo momento. Alcune regole sono saltate, ma ci deve essere un modo per reinventarle e rimettere al centro le canzoni, perché al di là di logiche e dinamiche, c’è sempre e solo la musica. E le emozioni che muove nelle persone. Fermare tutto questo probabilmente non è un bene, per gli operatori del settore e per il pubblico».
Un bisogno dunque, anche artistico, di far sentire alle persone e al suo pubblico, a maggior ragione in un periodo come questo, il frutto del proprio lavoro.
Valerio Carboni aggiunge al riguardo: «Nek ha scelto di onorare la musica in un momento delicato, in cui i concerti si sono fermati, in cui è difficile lavorare con le nuove restrizioni, in cui la vita di tutti è drasticamente cambiata». «Fra l’altro – conclude – il testo, che non è stato fatto apposta per il coronavirus, si “appiccica” in realtà molto bene a queste giornate. Perché dice “rialziamoci da terra”, “ripartiamo da qui”. È un testo che ha un bel messaggio da trasmettere: amare è a volte anche perdonare. Ci ricorda che non sempre va tutto bene, ma si può (e si deve) sempre ripartire». Comunque anche il compositore reggiano non si è mai fermato: «Sto lavorando nel mio nuovo studio di Montecavolo da remoto, con Skype, e ho in ballo vari progetti, al momento top secret, con vari artisti. Vi farò sapere…». —
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