Gazzetta di Reggio

Musica da remoto 

Il direttore del “Peri”: «Proseguono le lezioni a distanza, fermi gli esami»

Adriano Arati
Il direttore del “Peri”: «Proseguono le lezioni a distanza, fermi gli esami»

Fiorini, docente di tromba e trombone, coinvolto su due fronti «L’anno accademico finisce il 31 ottobre, si può recuperare»

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Reggio emilia

Lezioni a pieno ritmo, con un occhio alle lauree e alla tecnologia. Non si è mai fermata l’attività dell’istituto Peri-Merulo di Reggio Emilia, la principale realtà formativa musicale della nostra provincia, e ora prosegue adeguandosi alle necessità e agli strumenti disponibili. Tutti gli insegnanti dell’istituto di via Dante sono impegnati nella didattica a distanza per le sessioni individuali con gli studenti, e già si pensa a come affrontare il tema degli esami e delle lauree, che in una scuola di musica non possono certo prevedere un’esecuzione tramite schermo e connessione internet. A fare il punto è il direttore del Peri e docente di tromba e trombone Marco Fiorini, coinvolto sui due fronti, quello dell’insegnamento e quello del coordinamento.

«Ci siamo attrezzati con la piattaforma Google Meet, e siamo stati fra i primi conservatori a partire con modalità telematica, praticamente con le stesse cadenze orarie delle lezioni in presenza. Anzi, alcuni docenti hanno pure aumentato il ritmo».

Il primo impatto?

«Lo sforzo è stato apprezzato dalle famiglie, ci hanno scritto tanti genitori per ringraziare. Mai come ora è importante mantenere i contatti con allievi e famiglie, la musica oltre al carattere formativo ha anche un carattere ludico, e contribuisce ad alleggerire in un momento così».

Dopo settimane di lavoro a distanza, cosa pensa di questa modalità?

«Ben venga in questo momento, ma non potrà mai sostituire la presenza, non del tutto. Tanto più in una disciplina che pone questioni tecniche, posturali, di suono».

Anche il suono è un bel tema, no?

«Le attuali connessioni difficilmente permettono un reale riscontro dell’esecuzione, tanto è vero che ci facciamo mandare anche delle registrazioni audio, che permettono riscontro più reale e oggettivo della qualità delle lezioni».

E non è argomento da poco.

«La qualità del suono è centrale, per la formazione di un esecutore, è il primo biglietto da visita. Ci sono i problemi delle connessioni, e le linee sovraccariche non aiutano».

Difficile anche correggere “movimenti” scorretti, giusto?

«Esatto, gli interventi sulla postura, sul gesto, sugli aspetti tecnici sono problematici. E se le difficoltà posturali, di tensione non vengono corrette, poi possono diventare difficili da risolvere».

Se non altro, conoscevate già gli allievi. Questo aiuta?

«È fondamentale. I corsi erano iniziati a ottobre, stiamo lavorando con persone con cui c’era un rapporto da mesi».

Partire da zero a distanza non sarebbe praticabile?

«Sarebbe impossibile, è necessario che l’insegnante indichi la postura corretta, valuti i problemi di rigidità, ed è difficile rilevarli se non si è a tu per tu. Vale per tutti. Anche all’estero lavorano con lezioni online su ragazzi che sono quasi professionisti. A quel punto devi lavorare solo su questioni di carattere interpretativo».

E gli esami?

«Abbiamo dovuto fermarci. Ma rispetto alla scuola dell’obbligo abbiamo un vantaggio. Il nostro anno accademico va avanti sino al 31 ottobre, potremmo anche recuperare sino alla fine di ottobre».

I tempi?

«Diciamo che se potessimo riprendere a fine maggio con gli esami, dopo si potrebbe valutare come riprendere le lezioni. Già da prima la lezione con lo strumento principale si svolge singolarmente, con insegnante e allievo. Per le attività di insieme come orchestra e musica da camera ovviamente il discorso cambia, ma per le lezioni individuali si potrebbe pensare di riprendere mantenendo le dovute distanze».

E le lauree?

«Sono fiducioso. Potremmo riuscire a rispettare l’anno accademico, anche se forse dovremo fare insieme tre sessioni lauree, invernale, estiva e autunnale. Ma questo non ci spaventa, siamo pronti a fare quello che servirà per il bene dei ragazzi, delle famiglie e delle istituzioni». —





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