Gazzetta di Reggio

Una storia iniziata nel 1964 

Un cammino artistico legato alla costituzione del Csac

G.B.

Il Centro Studi e Archivio  della Comunicazione  ha un patrimonio di oltre 12mila pezzi. Fondamentale  l’apporto del grande Ghirri 

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REGGIO EMILIA

Il cammino artistico di Luigi Ghirri e le vicende legate alla costituzione del Csac di Parma vanno di pari passo. Il Centro Studi e Archivio della Comunicazione inizia a raccogliere grazie ad Arturo Carlo Quintavalle il suo primo nucleo di opere nel 1968.

Situato oggi nell’Abbazia cistercense di Valserena, conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), quindi Media, Progetto e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).

«Luigi Ghirri collaborava con noi negli anni tra il 1964 ed il 1975 come esordiente giovane fotografo – spiega Paolo Barbaro responsabile archivio sezione fotografia dello Csac –. Aveva fatto una mostra a Modena in cui si distingueva perché era a colori, all’epoca andava di moda il bianco e nero. Un nostro docente Massimo Mussini la vide, ne rimase colpito, quindi presentò l’autore a Quintavalle. Da allora divenne non un fotografo come tanti, ma un nostro collaboratore. In questo ruolo insieme a Franco Guerzoni, Giulio Bizzarri alla domenica andava al mercatino di Modena, erano appassionati di immagini e libri e mappe antiche: quello che interessava a lui se le faceva dare “in conto visione” da Quintavalle che poi le faceva acquistare. Così è cresciuta la collezione di nostre fotografie dell’800: foto che hanno un valore storico in sé ma corrispondono anche ad uno sguardo d’autore: il suo. In seguito è entrato nel comitato scientifico, sia come fotografo, come studioso e come conservatore».

Nel 1979 il Csac gli dedica un'ampia rassegna che antologizza tutta l'opera precedente e costituisce un punto di svolta per la sua vicenda. Tra le sue opere donate al Centro dall’autore con atto notarile nel 1980 in seguito integrato con ulteriori donazioni vi è “Infinito”, una delle opere più importanti; concepita nel 1973, realizzata nella sua forma più completa in occasione di quella grande mostra antologica. Si tratta di una grande tavola su cui sono allineate 365 fotografie (una al giorno, per un intero anno) del cielo. Ognuna delle 12 tavole che lo compongono, consta in circa 30 fotografie originali a colori da 9×14 cm l’una, incollate dall’ autore su cartoncino tipo bristol. —

G.B.

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