“Una cattedra per Laura Bassi” prima docente universitaria
Il docufilm, diretto da Alessandro Scillitani, ripercorre la vita di una donna speciale Laureata in “filosofia universa” a Bologna nel 1732, l’anno dopo iniziò a insegnare
REGGIO EMILIA
Il cinema non si ferma, neanche ai tempi del Coronavirus. E men che meno quello made in Reggio Emilia: si intitola “Una cattedra per Laura Bassi. Bologna 1732” l'ultima fatica del regista reggiano Alessandro Scillitani. Il docufilm ripercorre la vita della prima donna al mondo che ottenne una cattedra universitaria e andrà in onda, in anteprima assoluta, martedì 12 maggio alle 21.10 sul canale Rai Storia, all'interno di “Italiani”, il programma televisivo contenitore di documentari dedicati alle biografie di italiani illustri, prodotto da Rai Cultura e condotto da Paolo Mieli.
“Una cattedra per Laura Bassi” è ideato da Raffaella Simili, professoressa emerita di storia della scienza dell’Università di Bologna, e Miriam Focaccia, ricercatrice di storia della fisica al Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi di Roma. Entrambe si occupano da tempo del ruolo delle donne nella storia della scienza. Alla regia Alessandro Scillitani.
«L'idea – spiega il regista – è nata da un gruppo di storici della scienza dell’Università di Bologna, e ha coinvolto anche l’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna, lo stesso Ateneo, il Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi di Roma, la Società Italiana di Fisica e l’Infn di Bologna. Un progetto che ha scelto proprio Laura Bassi come emblema e primato della scienza settecentesca». Laura Bassi (1711-1778) si laureò a Bologna nel 1732 in filosofia universa, ovvero fisica sperimentale, e nello stesso anno ottenne, prima donna al mondo, una cattedra all’università. La sua fu una carriera sensazionale per l’epoca, in un mondo ancora precluso alle donne, perseguita con grande intelligenza e perseveranza.
«La cosa più straordinaria è proprio la tenacia di questa donna – continua Scillitani – nonostante non fosse del tutto libera di insegnare quando voleva, trovava sempre il modo di farlo, affermando ciò che le era stato inferito da giovanissima. Costruì un laboratorio insieme al marito, e la gente si spostava anche da fuori Bologna per assistere alle sue lezioni: era riuscita a portare l'università a casa sua. Aveva un grande talento nel trasmettere la conoscenza, e ben presto si fece molti sostenitori». Tra questi, un altro illustre reggiano: Lazzaro Spallanzani, suo allievo.
Spallanzani frequentava il laboratorio Bassi Veratti, e insieme facevano esperimenti, scambiandosi lettere e opinioni. Al racconto biografico si alternano sequenze in costume di alcuni momenti di vita, scientifici e familiari, nei luoghi di Bologna che furono teatro della sua vita: l’Archiginnasio, l’Istituto delle Scienze, Palazzo d’Accursio e altre vie della città. «Per ricostruire la sua storia ci siamo affidati a esperti e studiosi del periodo e a materiale dell'epoca, come i manoscritti originali di Laura Bassi – spiega Scillitani – ma anche a ricostruzioni e animazioni. Nell'insieme è un racconto molto dinamico».
«A vestire i panni della protagonista la reggiana Monica Morini del Teatro dell'Orsa. Insieme a lei, altre maestranze reggiane: i lettori Bernardino Bonzani, Lucia Donadio e Gabriele Parrillo, il direttore della fotografia Alessandro Vezzani, la truccatrice Giorgia Blancato, le comparse Gaetano Nenna ed Elia Bonzani, il fonico Andrea Morselli, Bettina Zironi e Matteo Catellani alle riprese, Marco Macchi e Stefano Ferrari per l'esecuzione delle musiche e Maria Grazia Moratti per l'organizzazione del set.
“Laura Bassi è l'esempio di una mentre brillante che non ha avuto la visibilità che meritava, una donna che si è fatta portatrice di un'energia paritaria quando ancora la parità non esisteva. Una figura che è interessante rivedere oggi» conclude Scillitani. —
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