Il Salone del Libro sfida la pandemia e stupirà tutti con effetti speciali
La fiera si farà, come previsto, dal 14 al 17 maggio in rete con ospiti di razza. E a settembre si spera nel bis al Lingotto
TORINO
Abituato a resistere a tempeste finanziare, divorzi con gli editori e tentativi di scippo del logo, il Salone del Libro sfida anche la pandemia. Non ci stupisce con effetti speciali, ma virtuali: la fiera si farà, come previsto, dal 14 al 17 maggio.
La profezia
O meglio, mancherà solo il Lingotto tutt’attorno, per il resto sarà ricca come sempre: i quattro giorni che trasformano Torino nella capitale globale della cultura andranno in scena sulla Rete. Tutto ciò, quasi profeticamente, era stato previsto fin dal tema scelto per questa 33ª edizione: «Altre forme di vita». L’esistenza alternativa sarà quella digitale, tutto fuorché una scelta di ripiego, anzi per certi versi più avvincente di quella originale dal momento che riunirà agli indirizzi social del Salone (Facebook, Instagram e Twitter) alcune delle più belle menti del pianeta. E così la più importante buchmesse italiana non solo non salta l’appuntamento di maggio, ma raddoppia, con un ghiotto programma on line fruibile da tutti gratuitamente e a settembre (si spera) con libri e autori in carne e ossa. Due saloni al prezzo di uno con un’offerta che indica un’uscita d’emergenza al mondo bloccato dal virus. In attesa del vaccino, una potente iniezione di energia a base di cultura.
L’Anteprima
Il Salone Extra (così si chiamerà l’anteprima) sbarca sul pianeta digitale, offrendo quattro giorni di live-streaming. «Abbiamo avuto un sogno: capire cosa sta accadendo e che futuro avremo – dice Nicola Lagioia –. Lo dedicheremo alle vittime del virus, ai loro parenti, ai medici e ai paramedici protagonisti in questi mesi dolorosi». È bastata una settimana per contattare ospiti di diverse generazioni e invitarli a conversare on line con il pubblico di libri, storia, musica, cinema, scienza e soprattutto delle tante incognite che ci attendono. Gli invitati hanno risposto massicciamente con entusiamo. L’idea di poter ripiegare il Lingotto come un origami da dispiegare in Rete arriva dalla città che si conferma laboratorio del Paese. In questo caso la mission è non farsi dare scacco da un nemico invisibile che almeno le idee continua a lasciarle circolare. Basta scorrere la lista degli ospiti internazionali per capire che il Salone Extra è tutto fuorché un surrogato dell’edizione classica.
Gli ospiti
I quattro giorni cominceranno giovedì 14 maggio con una lezione dello storico Alessandro Barbero in diretta dalla Mole Antonelliana, e poi dai nostri tablet, pc e smartphone sarà possibile interloquire con una ricchissima offerta di ospiti: da Samantha Cristoforetti a Salman Rushdie, da Javier Cercas a Paolo Rumiz, passando per Roberto Saviano, Jared Diamond, Zerocalcare. Non mancheranno Ocean Vuong, Amitav Ghosh, Annie Ernaux, Vinicio Capossela, Valeria Parrella, Paolo Giordano, Alessandro Baricco, Jovanotti, Enzo Bianchi, Roberto Calasso, Linus, Paolo Cognetti, Daniel Pennac, Mariangela Gualtieri, Alberto Angela. Tutti in diretta streaming, e poi sul sito salonelibro.it dove sarà possibile rivederli. Il Salone declinerà queste «altre forme di vita» in un flusso proposto anche da Rai Radio 3 con finestre interattive (e l’evento sarà coperto anche da Tutta la città ne parla, Fahrenheit, Hollywood Party, Radio3Suite). Tutto ciò augurandosi che in autunno il Salone possa tornare in un Lingotto dagli spazi rivoluzionati. In caso contrario l’esperimento digitale sarà riproposto in edizione extra-large. «Perché non c’è virus che possa fermare la cultura, e tanto meno un futuro che è già qui tra noi» dice Lagioia.
Il ministro
L’iniziativa di mandare on line il Salone è piaciuta al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: «Il Salone Internazionale del Libro di Torino costituisce un punto di riferimento fondamentale per la cultura e l'editoria, nazionale ed internazionale. È stato così nel passato e sarà così nel futuro» premette. E aggiunge: «Stiamo attraversando un tempo difficile e inedito e l’iniziativa degli organizzatori di coinvolgere, in una anticipazione, alcune delle voci più interessanti del panorama culturale rappresenta una preziosa occasione di riflessione e condivisione». In tempi di digiuno stretto di incontri e soprattutto business, la formula soddisfa gli editori, come spiega Stefano Mauri, numero uno di Gems: «Tutta la comunità del libro, lettori, autori, editori e festival, orfani degli incontri diretti con i lettori che ci danno un senso di appartenenza, sta costruendo nuovi format in rete perché l’assenza fisica sia compensata dalla presenza sui social e attraverso gli altri media. Tutti noi abbiamo accumulato energie che il lockdown ha frustrato, si pensi ai tanti libri sui quali si è sudato per un anno o più fermati a pochi giorni dal lancio. Ben vengano dunque nuove occasioni come questa per dare sbocco a queste idee». Anche Anna Maria Malato, editrice e presidente di «Più Libri più Liberi», si complimenta: «Il lavoro on line è complesso, perché priva la comunità dei lettori e degli scrittori di quella “vicinanza” che è la vera forza delle nostre manifestazioni. Ma sono tempi nuovi che ci impongono di sperimentare strade nuove, dunque spero nel successo del grande lavoro che sta facendo la squadra torinese». —
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