Gazzetta di Reggio

Ligabue con la barba da lockdown: «Trent’anni fa il mio primo disco»

Luca Dondoni
Ligabue con la barba da lockdown: «Trent’anni fa il mio primo disco»

La rockstar su Facebook saluta i fan: «I ricordi sono tanti, come le emozioni». Il post toccante del fratello musicista Marco: «Luciano, è stato tutto magico» 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Per colpa di questo lockdown infinito anche Luciano Ligabue ha preferito evitare il rasoio e farsi crescere una barba che non aveva mai mostrato. Così, con un look inaspettato, il cantautore di Correggio si è presentato ieri ai suoi fan su Facebook.

IL VIDEO

Per un minuto e quattordici secondi l’autore di classici della nostra musica pop rock come “Certe Notti”, “Bar Mario”, “Balliamo sul mondo” e “Tra palco e realtà” ha ricordato gli esordi della sua carriera. Ligabue ha voluto dire grazie per il successo e l'amore del pubblico ricordando il primo disco della sua vita, intitolato con il suo nome e portato in bella vista a favore di telecamera. «Oggi è un giorno speciale – dice il Liga nel messaggio – perché proprio trent’anni fa usciva il mio disco “Ligabue”. Questo non è solo un disco ma una porta che si è aperta per permettermi di vivere questi trent’anni speciali e stupendi. Non posso che ringraziarvi di cuore».

I RICORDI

Ovviamente l'emozione è tanta perché è impossibile non far venire a galla dei ricordi, i così tanti ricordi che popolano questi anni. Oggi vorrei soffiare sulle trenta candeline di questo speciale compleanno. Grazie davvero tanto per avermele permesse, ciao».

Accorato, visibilmente emozionato ed emozionante, il cantautore ha una voglia pazza di tornare a suonare e a farsi applaudire dal suo pubblico, e questo è più che comprensibile. Fra i tantissimi messaggi dei fan e degli amici che hanno seguito il post su Facebook, il primo era particolarmente toccante anche perché firmato dal fratello Marco, a sua volta musicista e cantautore piuttosto noto.

IL POST DEL FRATELLO

«Era l’11 maggio 1990 quando partiva il viaggio musicale di mio fratello – scrive Marco –-. In quei giorni gli occhi brillavano di stupore e nessuno di noi immaginava quanto una canzone come “Balliamo sul mondo” avrebbe stravolto le nostre vite. Tra i ricordi più vividi che ho ci sono le tante ore passate con l’orecchio incollato alla radio per ascoltare i primi passaggi nell’etere; i primi correggesi curiosi che passavano davanti a casa nostra per capire se era proprio Luciano quello che andava in onda su Videomusic; i miei genitori che chiedevano continuamente cosa stava succedendo intorno a Luciano e io che, da totale inesperto di certi meccanismi musicali, improvvisavo risposte; i primi look curiosi e al limite del “tamarro” del fratellone (che nel tempo ho pure provato a copiare). Luciano sono stati trent’anni magici». Un affetto fraterno che va applaudito. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google