Gazzetta di Reggio

L’antologia 

Una raccolta di poesie “resistenti” in una fase storica di scoramento

Si intitola “Dal sottovuoto.  Poesie assetate d’aria” e raccoglie il contributo di 35 poeti tra i quali il reggiano Erminio Alberti

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REGGIO EMILIA

La quarantena ha spinto anche chi scrive, chi ha confidenza con il foglio a cercare uno spiraglio, un argine interiore all’isolamento forzato. Per Samuele Editore di Pordenone è uscita da poco “Dal sottovuoto. Poesie assetate d’aria”, antologia curata dal giornalista e critico Matteo Bianchi. Si tratta dei versi di trentacinque poeti accomunati da un peso schiacciante, quello di una condizione insolvibile e senza prospettive ragionevoli, se non lasciandosi trasportare dall’immaginazione, o peggio, dalla paura. A Valerio Magrelli, Anna Maria Carpi, Franco Arminio, Giovanna Rosadini, Tiziano Scarpa, Franca Mancinelli, Gian Mario Villalta e Franco Buffoni, tutte voci affermate del panorama lirico contemporaneo, si aggiungono le parole di Erminio Alberti. Il trentatreenne originario di Capizzi, in Sicilia, da anni vive e lavora a Reggio Emilia.

Se con la raccolta di esordio, Malascesa (2013), ha raccolto il favore della critica vincendo sia il premio “Camaiore Proposta” sia il “Gozzano Giovani”, la sua seconda pubblicazione edita sempre da Samuele, La vita, le gesta e la tragica morte di Serlone d’Altavilla detto Sarro (2017), ha affascinato una penna della levatura di Pietrangelo Buttafuoco che riconoscendogli il lauro ha commentato: «Le parole della poesia sono puro suono e il clangore delle lame rende l’idea delle scintille nel nudo verso trovadorico a dispetto di qualunque mucchio di carte su cui è inutile perdere tempo, ciò che importa è l’atto scolpito nell’obbedienza alla verità di canto, e non nella retorica».

Alberti nei due inediti selezionati dal curatore avverte subito il cambio di passo imposto dal fermo generale; un rallentamento che non fa differenze e che avvantaggia i suoni della natura rispetto ai rumori della routine. Con versi liberi ma fedeli a un ritmo rigoroso il poeta contempla la stasi e il calar della sera nella sua essenza contraddittoria: «Eppure in questi giorni di vita sopita / – tempi di paura pure inconfessata – / giorni sono questi di pura vita / pure osservando attraverso l’inferriata / il fiume, l’allodola, la signora stremata / dalla mascherina, dalla spesa imbustata». L’antologia in questione, disponibile per il momento solo in eBook, sarà in libreria entro la fine di maggio con cinque autori in più, i quali hanno consegnato a Bianchi le loro esperienze una volta che si sono sentiti pronti per licenziarle. Il volume collettivo si sta così dimostrando una prova corale di resistenza nei confronti dello scoramento causato dal cosiddetto distanziamento sociale, evitando che sfoci in distanza emotiva. La metà dei proventi ricavati dalla vendita sarà devoluti in beneficenza al sistema sanitario nazionale. —

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