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L’attrice reggiana Marina Meinero sceglie la Francia: «Qui il teatro è parte dell’educazione»

Giulia Bassi
L’attrice reggiana Marina Meinero sceglie la Francia: «Qui il teatro è parte dell’educazione»

Partita dalla scuola “Galante Garrone” di Bologna ha fondato una compagnia legata anche a laboratori pedagogici 

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REGGIO EMILIA. Piena di avventura è la vita dell’attrice reggiana Marina Meinero “rapita” anni fa dalla Francia e «impossibilitata» a tornare definitivamente in Italia per la maggiore tutela che oltre confine si concede a coloro che svolgono professionalmente l’attività teatrale. Pur angustiata Marina, che è figlia del noto chirurgo scomparso nel 2018, in questi anni non solo non si è scoraggiata ma sentendola raccontare le vicende della sua carriera, appare come un personaggio di grande spirito che, credendo fermamente nel teatro come ideale di comunicazione universale, ha sfruttato al meglio ogni opportunità che le si è presentata.

La svolta francese arrivò durante il periodo di studi mentre affrontava la scuola della “Galante Garrone” a Bologna e, al Teatro Orologio, il corso di Gigi Tapella con il quale partecipò ad un festival dove ebbe occasione di appassionarsi molto al francese. «L’avevo studiato all’Università di lingue che ho frequentato dopo aver abbandonato Medicina – racconta – ma determinate è stato l’incontro alla “Galante Garrone” con Mario Gonzales, docente al Conservatorio Nazionale Superiore di Arte Drammatica di Parigi il quale mi ha invitata a fare un provino per entrare e ce l’ho fatta diventando studentessa nella classe di interpretazione di Nada Strancar, grande tragedienne. Formarmi con lei è stata la mia grande fortuna: ma non è stato facile: in quanto straniera appartenevo a un gruppo di serie B. Per questo noi studenti ci siamo ribellati riuscendo a far cacciare addirittura l’allora direttore». Quando i corsi stavano per finire, Marina ha cominciato a lavorare a un progetto per fondare una compagnia con i suoi amici del Conservatorio che ha chiamato “Le MèME Ensemble” con un’attività legata a tre ambiti: la creazione, i laboratori pedagogici e i progetti internazionale per i quali ha assunto la co-direzione artistica. «Noi – spiega – lavoriamo con bambini dai tre anni, gli studenti e gli adulti creando progetti per strutture sociali, in quanto in Francia il teatro è considerato parte dell’educazione primaria ed è importantissimo per promuovere l’integrazione: nostro è obiettivo realizzare degli spettacoli per partecipare a festival amatoriali. Avendo studiato musica (mi sono diplomata in violino all’Istituto musicale “Peri”) il mio intento è di realizzare dei lavori mescolando le varie arti».

Come responsabile di progetti internazionali lavora con studenti stranieri: in particolare da cinque anni organizza il Laboratorio estivo internazionale a Chiusa di Pesio (Cuneo) cui partecipano attori francesi portoghesi e dalla Palestina. «A questo proposito, già con mio padre andavo un paio di volte l’anno in Palestina dove mentre lui faceva del volontariato come medico, io allacciavo dei rapporti con il teatro che sono sfociati in diversi progetti tra cui uno, “As life”, che ha visto uniti tre paesi: Palestina, Italia e Francia sul tema dell’infertilità femminile e della sua ricaduta a livello individuale (psicologico) e collettivo (sociale) nei diversi territori e nelle diverse culture.

Il progetto, sviluppato con la collaborazione di docenti dell’Università di Napoli, dell’Università di Marsiglia e della palestinese Birzeit University, è maturato nell’ambito di un workshop teatrale in cui sono stati coinvolti attori, autori, sociologi, antropologi e artisti dai tre paesi coinvolti». Marina inoltre è leader del gruppo francese per il progetto “In memoriam” organizzato dal Poton theater (Slovacchia).

Infinito l’elenco dei lavori creati o dove ha partecipato: tra gli altri Brognardises di Donars al Festival di Avignone, De l’imortalidade, tratto daGilgamesh, regia di Nunes, compagnia Propositario Azul, (Palestina - Francia – Portogallo); quando gli spettacoli riprenderanno la programmazione potremo vederla in Partita Per Due, regia di Tony Contartese allo Sted di Modena e a Reggio con Quinta Parete. Dal 2012 pratica la boxe, livello guanti bianchi, e in passato ha preso parte alla clip musicale “Un senso” di Vasco Rossi. —




 

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